«Area ex Silan, il Comune limiti la zona edificabile»
Dopo la notizia dei terreni all’asta, gli ambientalisti chiedono che si metta un freno Frascarolo: «In via Meloni serve più verde per ridurre l’effetto delle isole di calore»
Serena Arbizzi
«L’area di via Meloni di Quartirolo dove sorgeva l’ex Silan, dovrebbe diventare da zona bonificata, una superficie verde vera e propria, curata. Stop alla capacità edificatoria, quindi. Anche se, visti i prezzi di vendita, credo che la facoltà di edificare su questo terreno sia elevata».
Il presidente della Consulta Ambiente del Comune, Angelo Frascarolo, lancia un appello dopo la notizia dell’asta di cui sono oggetto le proprietà della società Dmr, che una volta facevano parte del grande patrimonio dell’imprenditore, pioniere del tessile, Renato Crotti.
Le proprietà messe in vendita dal Tribunale consistono in 16 lotti, alcuni dei più significativi collocati a Carpi, altri in più città d’Italia, come, ad esempio, Biella, Rovigo e, per rimanere sul territorio, Novi. Sono due i beni immobili, in città, principalmente oggetto di interesse. Si tratta del grande terreno di circa sei ettari a ridosso del casello dell’Autobrennero, adiacente all’uscita dell’autostrada, quindi, posizionato sullo stradello Frignani. Il secondo riguarda un’area più vicina al centro, dove, una volta, sorgeva l’ex Silan, fabbrica che ha fatto la storia del comparto del tessile abbigliamento, la cui zona d’insediamento è stata demolita e bonificata nel 2015. Per quanto riguarda la prima area, sullo stradello Frignani, la superficie, come detto, è di circa sei ettari e la base d’asta è di 5 milioni e 900mila euro. Qui la destinazione d’uso è commerciale.
«Tempo fa il Wwf aveva effettuato un conteggio delle aree edificabili: a Carpi erano risultato oltre 100 ettari. Una quantità smisurata – prosegue Frascarolo – Serve una decisa inversione di tendenza. Il Comune bene fa a ridurre la capacità edificatoria del vecchio piano regolatore. Tuttavia, non bisogna smettere di fare ancora di più. Se non si limita il consumo di suolo non si fa il bene della popolazione».
«Tornando nello specifico, all’area ex Silan – continua il presidente della Consulta Ambiente – la speranza è che non diano seguito a ulteriori edificazioni. Qui, infatti, servono più aree verdi per ridurre l’effetto provocato dalle isole di calore».
Per isola di calore, tema al centro dell’attenzione per via dei cambiamenti climatici, si intende l’innalzamento della temperatura man mano che ci si sposta dalle zone rurali al centro cittadino. Un fenomeno che va tenuto sotto controllo e che porta a differenze anche di cinque gradi.
«Sarebbe utile che l’area verde abbandonata fosse un’area verde vera e propria – dice Frascarolo – Anche se, visti i prezzi di mercato di quel livello, è chiara e netta la vocazione edificatoria. Si spera che il Comune ponga dei freni all’attività edificatoria ipercinetica».
Per quanto riguarda il terreno di stradello Frignani, la posizione favorevole - si trova a ridosso del casello dell’Autostrada - potrebbe fare gola a investitori di grosse catene».
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