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l’incontro 

Bombonette si difende: «Il macchinario era sicuro»

Mattia Cocchi

La famiglia Setti si confronta con i vertici di Cgil e Cisl: «Dicono di non avere colpe Incontreremo i lavoratori in assemblea a fine agosto»

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Mattia Cocchi

Continua la mobilitazione dei sindacati per una maggiore sicurezza sul lavoro. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro di poco più di un’ora tra i rappresentanti di Cgil Modena Manuela Gozzi, Cisl Emilia Centrale Domenico Chiatto, Slc Cgil Sabrina Vaccari e Fistel Cisl Stefano Gregnani e la dirigenza dell’azienda. «Incontro interlocutorio – hanno spiegato i sindacalisti – Erano presenti tutte le tre generazioni della famiglia Setti e il consulente esterno dell’azienda. “La macchina lavora in sicurezza, l’azienda non ha responsabilità” hanno sostenuto allontanando le possibilità di un malfunzionamento dell’attrezzo che ha ucciso Laila. Non usciamo totalmente soddisfatti dall’azienda dato che avremmo dovuto parlare anche con i lavoratori che però avevano già finito il turno e torneranno solo a fine agosto. Perciò abbiamo fissato un’assemblea il 30 agosto quando rientreranno dalle ferie. Alla dirigenza abbiamo anche chiesto di poter vedere la macchina, ma ci hanno negato questa possibilità poiché sotto indagine. Alle nostre domande si sono difesi dichiarando di essere un’azienda che non ha mai avuto problemi di questo tipo. Il lavoro dei sindacati su questa vicenda – conclude Gozzi – continuerò, ragioneremo sulle prossime azioni per evitare che continuino a verificarsi episodi simili e per contribuire a far chiarezza sulla morte di Laila».

All’esterno della struttura è stato allestito anche un presidio del SiCobas: «Quello di Laila è l’ennesimo caso di morte sul lavoro – dice il coordinatore Enzo Diano – se il sistema dei padroni non cambierà nelle aziende si continuerà a morire. Contratti precari, condizione di sfruttamento, orari stressanti e necessità di terminare in tempo. Sono tutti fattori presenti e che condizionano la vita e le prestazioni degli operai generando poi incidenti. La mobilitazione serve per creare unità tra lavoratori e sindacati: portare a zero il rischio nelle aziende è possibile».

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