Occupazione ai livelli pre Covid: bene le costruzioni male la ristorazione
Il 79% dei lavoratori ha contratti a tempo indeterminato In sei mesi il recupero in positivo. Stabili i dati per le donne
Giovanni Medici
Ancora buone notizie: nel giugno scorso l’occupazione nelle imprese artigiane è tornata ai livelli di giugno 2019. Lo dicono i dati elaborati dall’Ufficio studi di Lapam Confartigianato, che ha fornito il servizio buste paga alle 3.282 imprese che costituiscono il campione analizzato. «Ma ci sono differenze sostanziali tra i diversi comparti. Le costruzioni stanno andando bene, grazie anche al traino del Superbonus 110%, mentre restano le difficoltà – dice il presidente generale Lapam Confartigianato Gilberto Luppi - per il commercio e soprattutto la ristorazione, che in quanto a ore lavorate è l’unico settore che va peggio nei primi sei mesi del 2021 rispetto al 2020». La ripresa occupazionale si nota da aprile in poi con un trend in crescita. L’anno 2021 inizia con un numero di lavoratori inferiore del 3,2% rispetto a gennaio 2020 e superiore dell’1,1% rispetto a gennaio 2019, arrivando a giugno 2021 a superare il numero di lavoratori di giugno 2020 del 3,9% e recuperare i livelli occupazionali di giugno 2019. Il numero di lavoratori a tempo indeterminato rappresenta il 79% del totale degli occupati del campione analizzato, arrivando nel primo semestre 2021 a superare del 3,6% il valore del 2019. Decresce tuttavia del 17% il numero di lavoratori a tempo determinato, per il limitato numero di assunzioni e rinnovi di contratto durante la pandemia. Il recupero dell’occupazione osservato nel corso del 2021 coinvolge solo la componente maschile, che dopo un calo tendenziale dello 0,6% durante i primi sei mesi del 2020 rimbalza di un 5,5% durante il 2021 arrivando a superare i livelli occupazionali del 2019 del 4,9%. La componente femminile al contrario, dopo una perdita iniziale nel 2020 del 2,1% del numero di occupate, mostra una dinamica piatta nei primi mesi del 2021 ritardando a maggio la ripresa occupazionale e restando quindi al di sotto dei livelli occupazionali 2019 del 2,2%. Interessante notare poi come si avvicinino al livello pre-pandemia impiegati e operai, mentre calano del 7,5% gli apprendisti. Crescono i laureati (+7,2% sul 2019) e diplomati (+2,4%), mentre diminuisce chi ha una licenza elementare o media. Complessivamente i primi sei mesi del 2021 superano del 20% le ore lavorate nel primo semestre 2020, ma rimangono al di sotto del 3,3% rispetto al primo semestre 2019. Tra i settori maggiormente rappresentati nel campione si osserva un completo recupero di ore lavorate nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019 nei comparti costruzioni, attività professionali e trasporti. Il manifatturiero, che incide per oltre la metà del monte ore (51,3%), rimane invece inferiore ai livelli del 2019 con un -1,3%, sebbene in recupero del 20,4% sul 2020. Pure il commercio (ingrosso, dettaglio e autoriparazione, 12,5% del monte ore 2021) rimane per i primi sei mesi di quest’anno inferiore ai valori del 2019 (-10,8%) sebbene in recupero sul 2020 (+15,4%). Le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (2,8% del monte ore) sono le uniche invece con valori al 2021 inferiori del 9% rispetto al 2020 e del 44,1% rispetto al 2019. “Il recupero del numero assoluto di lavoratori è importante, ma il calo delle ore lavorate rimane e c’è ancora molta strada da fare per riprendere a crescere oltre la crisi pandemica. I prossimi mesi saranno decisivi – conclude Luppi - e perché la ripresa sia effettiva è indispensabile, come abbiamo rimarcato più volte, che non ci siano altre chiusure e che, dunque, si faccia il possibile per accelerare sul fronte delle vaccinazioni.
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