«Il collegamento della Fondovalle è una fantasia di mezza estate»
Il presidente dell’Unione Pasini gela i sostenitori del progetto «Il Frignano ruota sulla Statale 12: tangenziale prioritaria»
Daniele Montanari
Pavullo. “Un sogno di mezza estate, buono per alimentare fantasie ma non certo per fare strade”. Così il presidente dell’Unione del Frignano Giovanni Battista Pasini bolla il progetto di collegamento Fondovalle Panaro-Strettara da 48 milioni presentato martedì dai sei sindaci del Cimone (Sestola, Fanano, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo) al presidente della Regione Bonaccini.
Pasini, cosa ne pensa dell’iniziativa?
«Mi sembra uscita dal cilindro di non so quale mago Otelma, al di fuori di qualsiasi confronto istituzionale all’interno dell’Unione. Dove a inizio 2020 era stato concordato un documento sottoscritto dai sindaci dei Comuni di Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato, Montecreto, Pavullo, Lama e Polinago che indicava la Statale 12 come asse strategico per lo sviluppo del Frignano, e quindi la tangenziale di Pavullo come opera prioritaria. Per la parte Est invece si sottolineava l’importanza dell’adeguamento della Fondovalle Panaro, fondamentale per Sestola e Fanano. Adeguamento, non collegamento con Strettara: nessuno l’ha mai indicato questo, le carte parlano. Sulla base di ciò, l’Unione ha recepito un contributo della Provincia per affidare lo studio di fattibilità del bypass di Pavullo. Adesso tutto d’un colpo viene fuori un’idea che contraddice tutto questo percorso: sono sbalordito, nel metodo e nel merito».
Cioè?
«Innanzitutto, ha senso tagliare fuori da un progetto viario Pavullo che è il riconosciuto polo industriale del Frignano su cui gravitano tutti i giorni centinaia di pendolari? Nonché il Comune sede dell’ospedale e delle scuole superiori? Come si fa a pensare di spostare di colpo il baricentro economico, sociale e istituzionale di un territorio? Secondo motivo: il collegamento Fondovalle-Strettara non è una novità, se ne parlava già negli anni ’60-’70. Perché fu abbandonato il progetto? Perché il tratto che oggi si ripropone è uno tra i più instabili della provincia a livello idrogeologico, tanto che il tentativo di risalire dal ponte del Prugneto, tra Pavullo e Sestola, fu abbandonato. Le stesse vie comunali per cui si chiede un adeguamento sono già precarie adesso. Terzo motivo: entro il 2023 verrà completata la Pedemontana, che collega direttamente a Bologna e al nuovo casello di Valsamoggia partendo da Pozza, cioè dall’Estense. Verrà realizzata anche la complanarina che collegherà di nuovo l’Estense (da Cantone di Mugnano) a Modena sud. È chiaro che è l’Estense l’asse strategico di collegamento Frignano-pianura. Va sistemata anche la Fondovalle per il discorso turistico, certo, ma senza pensare a nuove strade che potrebbero avere costi di realizzazione e manutentivi da capogiro».
Ci saranno ripercussioni secondo lei nei rapporti con gli enti superiori adesso?
«Ci siamo fatti del male da soli: Regione e Stato (Anas) chiedono il dialogo con un interlocutore affidabile, con idee chiare e progetti realizzabili. Che figura ci facciamo se cambiamo idea ogni tre giorni? Adesso che Anas ha preso in capo la Sp 40 di Vaglio e la sua prosecuzione sulla Sp 324 fino a Pieve, stavamo anche pianificando una serie di miglioramenti fino a Pavullo, compresa la circonvallazione di Lama. Confido nel riconoscimento oggettivo della bontà di questi progetti, così come della tangenziale di Pavullo».
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