Gazzetta di Modena

Modena

Impianti sportivi, Modena è in coda: tra i peggiori nell'intercettare fondi

Francesco Dondi
Impianti sportivi, Modena è in coda: tra i peggiori nell'intercettare fondi

Solo 18 progetti cofinanziati e limitate capacità di progettazione. Si punta molto sulla ristrutturazione di spazi ormai data

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Impianti sportivi piuttosto vecchi, nella stragrande dei casi realizzati nei quarantanni compresi tra il 1960 e il 2000, e incapacità di intercettare i soldi utili a cofinanziare progetti di ristrutturazione o nuove costruzioni. La fotografia che esce dal rapporto di Art-Er (Attrattività, ricerca territorio della Regione Emilia Romagna) pone infatti Modena come fanalino di coda in diverse classifiche legate all’impiantistica sportiva. Ne esce – almeno per quanto esaminato nel rapporto diffuso a fine 2020 – un quadro piuttosto malinconico che tende a supportare una tesi troppo spesso percepita sui territori e complessa poi da provare materialmente: i Comuni hanno poco interesse o, se si vuole, una limitata propensione ad investire sullo sport locale, tentando di mettere a disposizione impianti nuovi o rinnovati, capaci di attrarre atleti, riducendo anche i costi di gestione viste le nuove tecnologie sul risparmio energetico.
A poco servono gli appelli del mondo medico che invocano un aumento di attività fisica come prima contromisura ai problemi di salute. Strutture comunali limitate, ridotta capacità di spesa, limitata attenzione per il settore – troppo spesso affidato ai volontari – sono gli ingredienti che pongono il mondo sportivo ai margini e fanno di Modena una realtà che poco spende.
Gli impianti
L’analisi quali-quantitativa dei finanziamenti per la riqualificazione impiantistica sportiva si basa sui dati comunicati Coni del censimento 2018-20. A Modena sono 717 gli impianti funzionanti, 18 quelli parzialmente funzionanti, 28 quelli in disuso. Solo Bologna ha numeri molto più grandi con ben 1269 impianti totali. Curioso il dato relativo agli oratori: 113 impianti sono infatti collegati al mondo parrocchiale a dimostrazione di come l’ambito rimanga un baluardo della socialità, anche sportiva.
I dati che devono far preoccupare riguardano invece le domande di finanziamento presentate in Regione: sono 25 quelle modenesi di cui appena 18 finanziate. Per Bologna si parla di 33 domande e 27 che hanno trovato un sostegno; Parma e Reggio ne hanno 25 di cui rispettivamente 21 e 22 supportate.
I SOLDI
I 18 progetti modenesi hanno generato un costo di oltre 20 milioni, il più alto in regione, ma da viale Aldo Moro ne sono stati finanziati poco più di 6, per un limitato 31 per cento, nettamente inferiore al 46 per cento di Bologna, al 52% di Parma o al 53% di Forlì.
Sono tra l’altro appena 18 i Comuni che hanno scelto di fare domanda in Regione per un cofinanziamento: il 38% del totale provinciale per un totale di 477mila cittadini ossia il 67% della popolazione totale. Bologna coinvolge il 74% dei residenti; Parma l’83, Rimini addirittura l’88 per cento. E per chiudere la desolante analisi ecco che appena 6 Comuni con popolazione inferiore a 10mila abitanti si sono cimentati nell’investimento sportivo; 2 sono le città che hanno ottenuto un supporto e 10 le realtà tra 10mila e 50mila abitanti in grado di progettare un impianto.
Gli interventi sono soprattutto ristrutturazioni (73% del dato regionale) mentre la costruzione di nuovi impianti è assai limitata. La fanno da padrona ancora i cinque campi da calcio (che comprendono rugby, atletica, bocciodromi), seguiti da palestre (4) e le piscine (2). Troppo poco per una realtà che vanta eccellenze mondiali in tante realtà sportive. Magari le Olimpiadi e gli Europei di calcio saranno salvifici e illuminanti per qualche Comune tentennante ad investire su sport e salute.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google