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Parco della Resistenza vittima dei barbari dei rifiuti

G.F.
Parco della Resistenza vittima dei barbari dei rifiuti

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«Guarda come hanno ridotto il nostro parco». Chi parla è una giovane modenese amante del parco della Resistenza. L’area è il terzo polmone verde della città, alle spalle solo dei parchi Torrazzi e Ferrari. I suoi sentieri per mantenersi in forma sono stati riscoperti da grandi e piccoli dopo il lockdown e tra gli scopritori rientra però chi privilegia il divertimento dei singoli alla salvaguardia del bene comune.

Il viaggio nel degrado si apre con il percorso dedicato alla Brigata Remo. Vi si accede dagli ingressi orientali dell’area verde dove appare anche il cartello con le norme di buon comportamento da seguire per tutelare il verde. Scritte e immagini sono da anni a metà illeggibili per colpa di un graffito che di artistico non ha nulla. Alla destra dell’ingresso si stagliano numerose panchine con tavoli dove vengono talvolta organizzati banchetti improvvisati da qualche barbaro dei rifiutui. Rimangono infatti bottiglie e contenitori di plastica, sacchetti e tovaglioli di carta, mascherine e bottiglie di vetro in ordine sparso. Chi consuma bevande alcoliche in un parco rischia fino a trecento euro di multa, secondo il regolamento di Polizia Urbana aggiornato al 2020. La stessa sanzione si applica se una persona è scoperta mentre transita con un veicolo a motore (anche condotto a mano) in un’area pubblica oppure per un bisogno di un cane “dimenticato” sul luogo. Gli esempi, in entrambi i casi, non mancano. Mancano invece numerose assi della staccionata che conduce al laghetto mentre vari cestini sono stati divelti per altre potenziali multe da trecento euro. «C’è anche un pattume completamente rovesciato alla mercé di topi e altri animali – recrimina la modenese – Vorrei che venissero a pulire perché non sporcare è troppo difficile…».

G.F.

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