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il fratello  

«Una vita spesa per il Vangelo nonostante le minacce»

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«Mio fratello ha dimostrato un coraggio enorme: l’ho assistito nel mese successivo all’attentato. Ha dimostrato un temperamento fortissimo, tanto che, non appena possibile, è ritornato in Brasile, nonostante le minacce, a proclamare il Vangelo».

Tommaso Cavazzuti ha tantissimi ricordi legati al fratello Francesco, alla sua grande manifestazione di fede, che non è venuta meno dopo l’attentato in Brasile. «Ho osservato molto affetto da parte della chiesa, dopo quel fatto tragico – aggiunge Tommaso – Era un momento molto difficile per il Brasile. Francesco ha dimostrato grande coraggio, predicando la sua fede e il Vangelo. Lo ha fatto senza paura e quando si è salvato ha voluto tornare in Brasile».

«Quando incontrò il sicario, questi disse a mio fratello: “Padre, avrei dovuto ucciderti” – continua Tommaso – Eppure, Francesco non ritirò il suo perdono. In un libro, contenente la sua storia, pubblicato qualche anno fa, abbiamo raccolto le tappe della sua vita. Nell’ultimo anno ha sofferto molto a causa del male che lo ha portato via. È rimasto intrepido nello zelo finché ha potuto».

Il vicario generale, Ermenegildo Manicardi, ha comunicato a diaconi e presbiteri che venerdì, «nella festa della trasfigurazione, alle 12», don Francesco «aveva ricevuto l’unzione degli infermi in articulo mortis. Erano presenti le tre sorelle, il fratello Carlo, il nipote Claudio e tutti i sacerdoti della casa del clero.

Chiediamo al Signore che l’ardente spirito apostolico di don Francesco rimanga fecondo nella Chiesa di Carpi. Preghiamo per l’amata Chiesa del Brasile, dove il nostro Presbitero ha subito e offerto il martirio della cecità. Esprimiamo ai famigliari le nostre vere condoglianze», conclude il vicario generale.

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