Fanano fa il pienone «ma non sarà da record»
Albergatori e attività commerciali soddisfatti per l’andamento delle presenze «Scordiamoci però i numeri dello scorso anno». «Week end da tutto esaurito»
Mattia Vernelli
fanano. È la stagione che vale il riscatto di un inverno da buttare via. È la stagione dei trekking e delle escursioni, della montagna vestita dei suoi verdi mosaici, attesa impazientemente da chi di turismo ci vive: commercianti, baristi, ristoratori, rifugi. «C’è gente, si lavora», dice Milena del Bar la Pace. E non sarà allora il “fuggi fuggi” collettivo verso la montagna che l’estate scorsa ha portato migliaia di turisti, ma Fanano c’è. E c'è la gente nelle sue strade.
«Soprattutto nel weekend – dice Marco Covili della pasticceria Pedrocchi – Sabato e domenica andiamo alla grande, la gente viene su dalla pianura per godersi temperature più fresche. Ovviamente non si può paragonare ad una annata normale, ha inciso anche il maltempo dell’ultimo periodo». La pandemia ha lasciato strascichi difficili da smaltire, e ha un po’ sfoltito l’afflusso infrasettimanale. A ciò che dice Marco fanno eco quasi tutti. «Il mare quest’anno ha attirato molto – suggerisce Stefano Ferretti con la moglie Sara, titolari del rifugio Taburri – l’anno scorso c’era molta incertezza, non si conosceva bene la situazione e la montagna è stata la soluzione per cercare un luogo sicuro e aperto. Quest’anno è diverso. Gradualmente però anche qui la stagione sta decollando, non ci possiamo lamentare».
A pochi chilometri di distanza, i colleghi di Capanno Tassoni confermano le parole di Stefano: «Fin ora direi piuttosto bene. Si lavora a tratti ma si lavora, certe settimane eravamo davvero pieni. Al netto delle condizioni atmosferiche, e qui l’affluenza è molto variabile, siamo soddisfatti», dice Giovanni Chiusoli. Assieme al socio Alex Pascu, Antonio Massaretti ha rilevato il Bar Italia quest’inverno, nel fiore della pandemia. Non ha precedenti annate con le quali avanzare paragoni, ma riguardo a questa «nulla da dire. I turisti stanno arrivando – dice - la stagione è entrata nel cuore. La sera il paese è vivo, i ragazzi si fermano a bere qualcosa. L’anno scorso c’era il boom, ovviamente difficile da eguagliare: da non barista vedevo molte più persone». Davanti allo storico Forno Cioni la solita fila che invade Via Pedrocchi, fananesi e non che attendono il proprio turno: «Qui le vendite vanno bene – dice Laura Cioni - paragonabili a quelle di un qualsiasi altro anno. Sia weekend e infrasettimanale». Anche i tavolini del Bar Nazionale sono pieni. Matteo Serri, gestore del locale, commenta così l’afflusso turistico: «La gente sale e qui sta bene, è un bel posto per scappare dalla frenesia delle pianure. Se si potesse dilazionare in tutta la settimana l’affluenza del weekend si lavorerebbe bene tutta estate». Dall’Hotel Firenze i feedback sulla stagione sono più negativi. Giovanni Baisi, storico fondatore dell’Hotel spiega il perché. «Secondo me non si può parlare di una vera ripartenza. Personalmente amministro ristorante e pizzeria, e la stagione fatica un po’ a decollare. La gente si sposta solo per il weekend. Sono speranzoso per questo mese di agosto, sono convinto che si riempirà la montagna. Mio figlio, che gestisce l’albergo si muove parecchio e tramite varie agenzie è riuscito ad attirare quattro gruppi di sportivi, come il camp del Milan. Speriamo che i numeri della pandemia non si impennino e che la gente inizi a muoversi di più. Il resto come sempre lo farà il meteo: caldo e sole ci aiuteranno...».
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