Navigare, sul sito spunta una nuova ragione sociale
Al posto di Manifattura riese, ora c’è “N61 srl”, collegata ai fondatori della griffe Marchio venduto con la liquidazione, ma non era mai stato svelato il compratore
Serena Arbizzi
Lo stop ai licenziamenti arrivato a fine luglio dopo un’intensa stagione di proteste da parte dei lavoratori di Manifattura Riese, non ha fatto calare l’attenzione sulla vertenza pesantissima.
Non partiranno, infatti, le tanto temute lettere di licenziamento all’indirizzo dei 67 lavoratori in azienda, ma al tempo stesso qualcosa si muove.
Non è passata inosservata, infatti, l’aggiunta di una ragione sociale sul sito dell’azienda, che, secondo i primi rumors, potrebbe essere di aiuto nello svelare chi si cela dietro la società fiduciaria milanese Luchi, che la scorsa primavera ha acquistato l’80 per cento di Manifattura Riese, mentre il restante 20 per cento era rimasto nelle mani di Navy Group, società della famiglia fondatrice Brunetti. Luchi, pochi giorni dopo l’acquisto, aveva messo in liquidazione l’impresa storica dell’abbigliamento reggiano - la sede in cui è nata era a Rio Saliceto - e carpigiano, dal momento che a cavallo tra fine 2020 e inizio 2021 è avvenuto il trasloco nella zona industriale di via Copernico che ospita tante griffe del polo dell’abbigliamento. I lavoratori, in seguito alla messa in liquidazione, hanno vissuto mesi nel timore di ricevere lettere di licenziamento poi scongiurate.
La novità è che in calce al sito web del marchio “Navigare”, al posto di “Manifattura riese” è apparsa la seguente ragione sociale: “N61 S.r.l a socio unico”. Il marchio era stato venduto con la liquidazione, ma durante il tavolo di trattativa non era mai stato svelato il compratore. Sotto “N61 srl”, inoltre, compare l’indirizzo dell’azienda di via Cattani, dove ha sede anche Navy Group. Ebbene, “N61 srl a socio unico” è un’altra società della galassia appartenente alla famiglia Brunetti. Che sia il nuovo proprietario che si cela sotto Luchi? Se così fosse, i sospetti che i lavoratori e i sindacati stanno rimarcando da mesi sarebbero confermati. Intanto, la cassa Covid per i 67 lavoratori finirà il 27 ottobre e si affaccia la possibilità di ottenere la “cassa Genova” almeno a fine anno, anche se l’obiettivo è andare oltre.
«Abbiamo appreso che pare stiano venendo fuori notizie più sicure su chi possa celarsi dietro questa operazione – spiega Sergio Greco, funzionario Filctem di Cgil Carpi – Per noi continua a essere una manovra incomprensibile, ma nel rispetto del tavolo aperto con il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico previsti per il 12 ottobre non aggiungo altro».
«Quello che avremo da dire – prosegue il sindacalista – e le domande che vogliamo porre ci vedranno protagonisti al tavolo istituzionale perché noi ci teniamo a rispettarlo fino in fondo. Voglio solo ricordare che il nostro obiettivo resta quello di dare continuità all’attività aziendale nel nostro territorio e che continuiamo a cercare qualcuno disposto a riprendere le redini in mano della Manifattura Riese e della Navigare. Questo binomio merita un nuovo corso, lo merita questo marchio storico che ha dato lavoro a centinaia di persone in 60 anni di storia, lo meritano soprattutto lavoratrice e lavoratori che trascorreranno un’estate triste», conclude Greco.
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