Frodi creditizie e di identità Modena seconda in regione
L’importo medio sottratto illegamente (salito del 21,5%) è di 5.650 euro Sono destinate ad aumentare. Attenzione all’utilizzo di dati su web e social
Giovanni Medici
Sono state 243 le frodi creditizie portate a termine a Modena mediante furto di identità nel 2020. La nostra provincia è stata l’anno scorso la seconda in regione e la 27esima in Italia per numero di casi rilevati. Lo certifica l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit. Nel 2020 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 21.800, per un danno stimato che sfiora i 125 milioni di euro. In controtendenza rispetto all’andamento nazionale l’Emilia-Romagna ha visto crescere nel 2020 a 1.407 i casi di frode rilevati (+2% rispetto al 2019), un dato che posiziona la nostra regione al 7° posto della graduatoria nazionale malgrado la contrazione delle richieste di prestiti personali dovute all’emergenza sanitaria (-23,9%). Bologna è in testa in Emilia-Romagna per casi rilevati, poi viene come detto Modena, e a seguire Reggio, Parma e Rimini. Le frodi creditizie realizzate mediante furto di identità continuano ad avere un impatto non trascurabile sulle famiglie, con il conseguente utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni, e con l’intenzione premeditata – spiega CRIF - di non rimborsare il finanziamento e di non pagare il bene. L’importo medio frodato (aumentato del 21,8%) si è attestato l’anno scorso a circa 5.650 euro. «Quello delle frodi creditizie attraverso il furto dell’identità è un fenomeno in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate - commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di CRIF - Sono destinate ad aumentare ancora, favorite anche dall’accelerazione nell’utilizzo delle carte di pagamento, dal più frequente ricorso all’e-commerce e dalla digitalizzazione di molti processi che possono determinare un innalzamento dei rischi. Spesso la vulnerabilità alle frodi è poi accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità». Nella prima metà dell’anno in corso, grazie al consolidamento della ripresa post pandemia, si registra una nuova impennata di casi. Tra le forme di credito che fanno registrare il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che rappresentano quasi la metà del totale (importo medio nel 2020 pari a 6.292 euro, +13% rispetto al 2019). Quasi un terzo dei casi ha per oggetto gli elettrodomestici, seguono i comparti auto-moto (12,5% del totale), elettronica, informatica e telefonia (9,7%) e arredamento (7,9%). Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio CRIF-Mister Credit emerge infine che la maggioranza delle vittime sono uomini (61,8% dei casi), mentre la fascia di età con il maggior numero di vittime nel 2020 è stata quella compresa tra i 41 e i 50 anni. Nel 76,2% dei casi infine i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta e nel 22,3% una patente.
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