Cantiere fermo a Cittanova, ci sono i soldi Le case saranno pronte entro fine anno
Si riaccendono le speranze per le 12 famiglie che avevano sborsato migliaia di euro: i lavori riprenderanno a breve
Luca Gardinale
Per parlare di “lieto fine” è meglio aspettare ancora un po’, ma gli elementi per arrivarci sembrano esserci tutti. E la conseguenza, soprattutto, è che le dodici famiglie che avevano investito risparmi e speranze oggi sembrano davvero vicine all’obiettivo: anche se con quasi tre anni di ritardo, all’inizio del 2022 potranno finalmente entrare nei loro appartamenti. La storia è quella delle dodici famiglie modenesi che nel 2017 avevano deciso di investire in uno degli ultimi comparti Peep della città, ovvero quello di via Pannunzio, nella frazione di Cittanova, dove dopo aver ottenuto il diritto di superficie dal Comune, la cooperativa modenese San Matteo ha fatto partire i lavori per costruire la nuova palazzina.
Un cantiere partito a metà settembre 2017 e andato avanti fino al 4 gennaio 2020, quando dopo essere arrivati vicino alla conclusione, i lavori si sono fermati, con un rimpallo di responsabilità e una guerra sui costi tra la cooperativa e l’azienda Whitec di Frosinone, che ha l’appalto per la realizzazione dell’edificio. Una vicenda resa ancora più complessa da un’ipoteca che grava sul cantiere per una vicenda giudiziaria estranea a Cittanova, ma che riguarda la cooperativa San Matteo. Di conseguenza, il cantiere si è fermato quando mancava circa il 10% - sostanzialmente le opere di urbanizzazione esterne, oltre alle ringhiere dei balconi e i pannelli solari - e non è mai ripartito, mentre le dodici famiglie assegnatarie si sono ritrovate senza casa nonostante avessero già sborsato diverse migliaia di euro, e con lo spettro del mutuo acceso dalla cooperativa per il quale si sono esposti in quanto soci della San Matteo. Una vicenda di cui in Comune si è parlato molto, anche perché il presidente della coop è una vecchia conoscenza del Pd, ovvero l’ex consigliere Maurizio Dori, che alle amministrative del 2019 ha sostenuto Gian Carlo Muzzarelli candidandosi per la lista “Modena Solidale”.
A dare una svolta a una situazione che sembrava irrecuperabile è stata quindi la giunta comunale, che il 15 dicembre scorso ha dato l’ok alla proposta di delibera dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli - che sulla vicenda si è spesa molto, con l’obiettivo di tutelare le famiglie - per revocare la concessione alla cooperativa, alla quale il 18 gennaio 2021 è stato notificato l’avvio della procedura di revoca. Ma quando la strada sembrava ormai segnata, è arrivata una nuova svolta: nelle scorse settimane, dopo aver raggiunto un accordo con i soci-assegnatari e con l’azienda costruttrice, la cooperativa ha chiesto al Comune di sospendere il procedimento per la decadenza della concessione.
Con lo stesso atto, come si legge nella nuova delibera dell’assessore Vandelli, l’ufficio legale della San Matteo ha reso noto «quale elemento sopravvenuto, la volontà comune tra le parti coinvolte di raggiungere a breve un accordo al fine di riprendere i lavori, completare il lotto e assegnare gli alloggi». Una richiesta che il Comune ha deciso di approvare, sospendendo la procedura fino a fine ottobre.
Ma cosa succederà ora? Al momento cooperativa, famiglie assegnatarie e costruttore stanno definendo gli ultimi dettagli - non è escluso che le famiglie debbano farsi carico di una parte dei maggiori costi sopraggiunti - con l’obiettivo di far ripartire il cantiere entro fine agosto. Se tutto andrà bene, considerando che manca davvero poco al termine dei lavori, l’obiettivo di concludere la costruzione della palazzina entro la fine dell’anno potrebbe essere davvero raggiungibile.
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