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in una testonianza  

«Fascista tiepido» Quel mito fasullo diffuso dall’amico

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La riabilitazione, se così vogliamo chiamarla, della figura di Dorando Pietri, è avvenuta a tappe. Ad accreditare per primo la figura del “fascista tiepido”, allineato al fascismo per ragioni patriottiche, è stato l’ amico di una vita, Ondino Miselli, anche lui fascista della prima ora. Nel corso di una testimonianza con la ricercatrice Luciana Nora nel 1985, diede un’interpretazione bonaria della vicinanza di Pietri al regime, negando responsabilità in aggressioni. Eppure Pietri, che morì a Sanremo nel 1942, dispose d’essere sepolto in camicia nera.

In ogni caso fu il Comune di Carpi, prima di erigere il monumento, a celebrare la figura dello sportivo separando l’agonismo nelle corse dalla sua militanza. Ora però la sua partecipazione e una spedizione in cui furono uccisi due ragazzi rischia di creare un grosso imbarazzo.

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