«La nostra fustellatrice aveva tutta la manutenzione necessaria»
«Quel macchinario aveva tutto quello che serve. Noi abbiamo fatto manutenzione straordinaria in febbraio, una manutenzione effettuata dalla ditta costruttrice, e non sono mai venuti dei tecnici a ripararlo. Quello che è accaduto provoca un dolore indescrivibile e lo provocherà fino alla fine dei miei giorni: Laila era sempre sorridente».
Fiano Setti, 85 anni, ha fondato la Bombonette nel 1993 con l’intento di semplificare il lavoro di confezionamento dei pasticceri. L’attività ha presto preso piede e l’azienda si è distribuita su più stabilimenti. Setti è sempre rimasto a vivere a Camposanto e in tanti, in paese, fanno quadrato intorno a lui e alla sua famiglia, dopo la tragedia che si è verificata nello stabilimento di via Panaria est.
Ribadisce che la manutenzione «necessaria è stata eseguita in modo corretto», anche l’avvocato Claudio Piccaglia, che assiste la famiglia Setti. «Laila è stata assunta proprio per la sua preparazione e la sua esperienza precedente», rimarca il legale.
«Cercate di rovinare un uomo che per una vita ha dato tutto per il suo territorio e la sua gente. Vergogna! Fiano Setti, siamo una famiglia e tale resteremo», scrive una dipendente di Bombonette sul profilo Facebook dell’imprenditore. Scorrendo la bacheca, poi, ci si imbatte in una petizione su change.org a sostegno del figlio di Luana D’Orazio, morta sul lavoro a 22 anni, mamma di un bimbo.
L’azienda, questa settimana, è chiusa per ferie. Davanti alla sede principale di via Panaria est, tuttavia, è possibile trovare qualche operaio che abita nelle vicinanze che va e viene dalla zona dello stabilimento.
«È impossibile che un’azienda non spieghi quello che si deve fare quando ci si appresta a ricoprire qualche mansione all’interno dello stabilimento: ci mette la faccia, e non solo, il titolare e ce la mettono anche i responsabili. Sarebbe troppo rischioso, agire così – spiega Andrea O., 36 anni, operaio alla Bombonette dal 2003 – La macchina, inoltre, non viene progettata dall’azienda. Il concetto è simile a quello di un’auto: la si acquista dal concessionario, ma non è mica lui che la costruisce. Da nessuna parte, poi, qualcuno può permettersi di assumere un dipendente senza spiegargli le necessarie cose da fare».
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