Poletti: «L’obiettivo è portare Finale fuori dall’isolamento e rilanciare il paese»
Il candidato del centrosinistra fa il punto sul programma «Più peso al Volontariato e alle frazioni. No alla discarica»
Mattia Cocchi
FINALE. Esperienza e serietà, sono queste le parole d’ordine della candidatura di Marco Poletti per la corsa alla fascia tricolore di sindaco alle prossime elezioni di inizio ottobre. Una proposta di centrosinistra che spazia in maniera trasversale basandosi sulle competenze e sulla creazione di una proposta d’esperienza con esponenti giovani:«Sono tanti i ragazzi che supportano la mia candidatura e che arricchiscono le proposte - spiega Marco Poletti - per la presentazione della mia candidatura abbiamo optato per una scelta semplice ma molto funzionale: non inserire simboli di partito. Questa scelta non deve essere letta come un voltare le spalle alle forze politiche, ma al contrario deve essere vista come un modo per incentivare il dialogo tra figure provenienti da mondi diversi. Sono fermamente convinto che lo scontro tra idee diverse produca ricchezza e serva a comporre un progetto che dia quante più risposte possibili. I nomi delle tre liste che mi sostengono sono: “Lista Civica - con Claudio Poletti detto Marco Sindaco”, “Progetto Democratico”, “Lista Civica Insieme”. Delle circa 50 persone che comporranno la squadra però sono solo 10 quelle che vincendo entrerebbero in consiglio comunale, e 5 gli eventuali assessori. Qualunque sarà l’esito delle urne, il lavoro di tutti proseguirà, i componenti delle liste saranno suddivisi in tavoli tematici a seconda delle loro competenze e dei loro interessi e continueranno il dialogo con le realtà di riferimento sul nostro territorio».
Ma veniamo alle proposte di Poletti.
«Il nostro è un progetto che ha a cuore diverse tematiche fulcro della vita del paese come l’associazionismo, l’ambiente e la vita delle frazioni. Il nostro territorio avrà nei prossimi mesi una grande opportunità per intercettare risorse del Pnrr - precisa Poletti - per questo abbiamo un’idea di Unione dei Comuni forte, correre da soli non porta a nulla. Fare massa critica con gli altri Comuni della nostra area può permetterci di avere maggiore voce in capitolo per intercettare risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A Finale — continua Poletti — sono presenti decine di associazioni, un patrimonio culturale che va necessariamente valorizzato con una consulta del terzo settore e un albo comunale delle associazioni, una Casa del Volontariato per dare spazi fisici a queste persone che possano rendere un servizio migliore alla comunità, e l’istituzione di una Festa del Volontariato in modo tale che le realtà associative possano farsi conoscere e recuperare liquidità per le proprie attività. Le frazioni hanno bisogno di più rappresentazione e viceversa noi abbiamo necessità di raccogliere le loro istanze. È per questo che vorremmo rilanciare le consulte di frazione e addirittura crearne all’interno dei quartieri di Finale. Tutti devono sentirsi rappresentati e ascoltati da un’amministrazione comunale. A Finale si riscontrano poi tematiche più delicate come quella della discarica, l’attuale proposta di ampliamento non ci convince, siamo contrari a proposte di questo tipo per diversi aspetti ambientali e salutari. La Cispadana è una grossa incognita, non sapendo cosa succederà è complicato fare progetti, è chiaro che una infrastruttura di questo tipo aprirebbe scenari interessanti per ulteriori collegamenti verso la Romagna e verso il centro della Regione».
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