La Lega va in pressing «Sulla sicurezza non c’è una strategia»
«In questo 2021 non sono mancati episodi di furti, rapine, truffe, spaccio, aggressioni e atti vandalici. I fatti di cronaca così come le statistiche parlano chiaro e dovrebbero far riflettere l’amministrazione che non può continuare ad ignorare il problema». Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena, rilancia la questine sicurezza, invocando provvedimenti.
«Non è possibile che i cittadini debbano girare per le strade guardandosi le spalle e con il timore di essere aggrediti o derubati, come non è giusto che si debbano organizzare autonomamente in gruppi nei vari quartieri per cercare di difendersi da soli: dovrebbero esserci le forze dell’ordine a presidiare il territorio e ad intervenire in caso di necessità per tutelarli», ha poi incalzato il vice capo Giovanni Bertoldi.
«Ormai Modena è in balia della criminalità. Per fare qualche esempio: la truffa ad un’anziana derubata da un finto ufficiale appena qualche giorno fa; la raffica di furti in abitazione dello scorso mese nella zona di via Pelloni; l’aggressione avvenuta in pieno giorno alla nostra collega Beatrice De Maio e quella agli agenti della Volante, entrambe per mano di stranieri irregolari sul territorio; o ancora la costante problematica dello spaccio di droga nelle aree più degradate della città. Così non si può andare avanti».
Tra i nuovi fenomeni criminali che di recente hanno interessato la città – e a cui il gruppo Lega ha voluto prestare particolare attenzione – vi è anche quello delle baby gang. «Bisogna fare qualcosa anche contro questi giovani teppisti che hanno tanto infastidito quanto danneggiato gli esercenti del centro storico con scorribande, risse e tentate estorsioni» ha fatto notare Bosi.
«Ancora una volta chiediamo che il Comune si decida ad affrontare la questione e s’impegni realmente su questo fronte, con azioni e investimenti diretti o facendo appello alle istituzioni di grado superiore. In aggiunta a questo, vorremmo anche capire per quale motivo il sindaco non ha voluto cedere a nessuno la delega alla sicurezza, se poi non ha intenzione di agire concretamente con misure serie ed efficaci nella prevenzione e nel contrasto dei reati».
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