Smart working? È già passata l’idea di poter lavorare tanto da casa
L’analisi su 3.282 imprese dice che è già diminuito del 26% rispetto i picchi del 2020. È solo l’1,5% delle ore lavorate
Giovanni Medici
Smart working e ammortizzatori sociali sono in calo nelle micro e piccole imprese modenesi. Lo certifica l’Ufficio Studi di Lapam Confartigianato Modena-Reggio Emilia, che ha realizzato una ricerca sull’occupazione nel primo semestre 2021, utilizzando un campione di 3.282 imprese a cui l’associazione ha fornito il servizio paghe in modo continuativo dal 2019, elaborando per esse in media 28.674 cedolini al mese. «Da questi numeri – sottolinea Carlo Alberto Rossi, segretario generale di Lapam Confartigianato – si coglie da una parte come lo smart working sia gradualmente in calo, come era del resto inevitabile, pur restando un’opzione per le imprese di servizi, mentre il dato più preoccupante riguarda le ore lavorate nelle piccole aziende, che scontano ancora un gap importante rispetto al 2019”. Lo smart working è stato utilizzato per il 2,5% delle ore lavorate nel primo semestre 2020 ed è diminuito del 26,2% nello stesso periodo del 2021, andando a coprire solo l’1,5% delle ore lavorate (ricordiamo che si sta parlando nella maggior parte dei casi di imprese artigiane o di piccole dimensioni). Il ricorso agli ammortizzatori sociali, che durante il primo semestre 2020 aveva rappresentato il 23,2% delle ore lavorate, si è dal canto suo dimezzato nello stesso periodo del 2021 mentre è aumentato il tempo complessivo lavorato, arrivando così a incidere per un più limitato 6,5% (ancora non confrontabile con lo stesso periodo 2019, dove questi strumenti valevano per lo 0,1% nel campione). Le ore di ferie e permessi, che nel primo semestre 2019 incidevano per l’8,2% sulle ore lavorate, sono state invece ampiamente utilizzate durante la prima parte del 2020 (+10,2%) incidendo così per l’11,1% nel periodo, mentre nel primo semestre 2021 sono calate del 27,4% andando a incidere solo per il 6,8% del monte ore lavorate. Le ore previste dalla legge 104 (permessi per assistenza familiari, ndr.) sono aumentate del 17,2% nel 2020 e lievemente calate del 2,7% nel 2021, rimanendo tuttavia complessivamente superiori del 14,1% rispetto al primo semestre 2019. Maternità e congedi? Più 12,9% nel primo semestre 2020 e un ulteriore +1% da gennaio a giugno 2021. Venendo alla dinamica delle ore lavorate è interessante verificare come durante il primo semestre 2021 nelle micro imprese con meno di 5 addetti (il 56,7% del campione) le ore lavorate siano cresciute del 15,7% nell’ultimo anno, pur restando inferiori del 18,9% rispetto a quelle dei primi sei mesi del 2019. Nelle micro imprese con 5-9 lavoratori (22,3% del campione) queste sono invece aumentate del 17,2% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, rimanendo tuttavia inferiori del 9,5% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Le piccole imprese con 10-19 addetti (12,6% del campione) hanno visto una crescita delle ore lavorate del 19,8% tra gennaio e giugno 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 (ma -5,7% rispetto al 2019) mentre le medie e grandi imprese con 50 addetti o più (il 2% del campione, che impiega però il 21,6% degli occupati) hanno infine accresciuto dell’1,6% le ore lavorate rispetto al primo semestre 2019, mostrando un completo recupero dei livelli occupazionali pre Covid-19. «Questi dati scontano soprattutto le chiusure obbligate delle imprese commerciali e del turismo e ristorazione che hanno sofferto di più e ora non devono più vivere con il timore di essere nuovamente fermate. Vaccinazioni e Green pass devono garantire la ripresa, altrimenti queste aziende – conclude Rossi - non potranno reggere ad altri stop».
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