Spacciatore catturato in centro «Un comitato contro le bande»
Gli esercenti e l’arresto di un parrucchiere 22enne con mezzo chilo di droga Bergamini: «Rilanciamo l’idea di un coordinamento tra i gestori dei locali »
Serena Arbizzi
«In centro vediamo di tutto: spaccio, danneggiamenti, bottiglie rotte... Se hanno preso una delle persone che provocano questo, meglio. Speriamo che continui l’attività in modo capillare per sgominare alla radice questi problemi».
Gianandrea Bergamini è il titolare, insieme al socio Marco Amato, del bistrot Santa Margherita, che sorge sulla via che porta lo stesso nome, parallela a corso Canalgrande. Bergamini e Amato rilanciano l’idea di un comitato che unisca gli esercenti contro il fenomeno dei giovani riuniti in bande che tengono in scacco il cuore della città.
Un problema contro il quale la Polizia locale ha predisposto azioni mirate. Dopo il primo blitz, a fine luglio, in via Santa Margherita, gli agenti avevano identificato un 22enne, riconosciuto come autore del furto di un monopattino avvenuto ai danni di un avvocato, cliente del bistrot. Nei giorni scorsi, il giovane, formalmente parrucchiere, è stato incastrato grazie al fiuto del cane anti-droga della Polizia locale: Pit. Aveva nascosto l’hascisc in un sacchetto di patatine: gli agenti ne hanno recuperato mezzo chilo, che se fosse stato immesso sul mercato avrebbe potuto fruttare fino a 7mila euro.
«Speriamo che i controlli e le operazioni che portano a risultati come questo possano continuare – continua Bergamini – Prima che aprissimo noi, la via era ancora peggio, ma occorre risolvere il problema. Con la Dad, durante il lockdown, probabilmente il fenomeno si è accentuato perché i ragazzini, non andando a scuola, avevano la possibilità di stare fuori e si sono formati dei gruppetti. Inoltre, sono abituati a stare sul web, che porta ad avere poco rispetto per l’autorità. Prendono il telefono e minacciano la Polizia, oppure se ne fanno beffe. Noi, dal canto nostro, rilanciamo l’idea del comitato di esercenti – conferma il socio del bistrot – Speriamo che anche altri possano aderire, perché l’unione fa la forza e consente, oltre che di confrontarsi sui problemi, anche di elaborare delle soluzioni».
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