«Alberi abbattuti al Ducale solo perchè in grave degrado»
Menani: «A decretarne la pericolosità dopo approfondite analisi è un agronomo Era imminente lo schianto o il ribaltamento: ne pianteremo altri già grandi»
Alfonso Scibona
La “battaglia” sul taglio dei pioppi al Parco Ducale (che intanto è in fase avanzata e dovrebbe essere completato entro 3-4 settimane) registra una nuova puntata, stavolta con il sindaco Francesco Menani che risponde alle accuse della professoressa Angela Gatti, citando la perizia dell’agronomo per le verifiche del caso.
«Non si tratta del parere di un agronomo qualsiasi – riporta il sindaco - ma di un esperto tra i più qualificati tanto che la stessa Regione Emilia Romagna si affida a lui per ottenere pareri. La sua non è un’analisi superficiale ma, al contrario, approfondita. Ecco cosa scrive: “Per 54 alberi, dato il pericolo di schianto o ribaltamento molto elevato e deperienti o gravemente deperienti, l’unico intervento proponibile è l’immediato abbattimento: grado di urgenza 1”. Lei ricorda, gentile professoressa, i 25 esemplari abbattuti nel maggio 2020 ed afferma che alcuni di loro erano in un buono stato di salute. L’abbattimento, lo scorso anno, è avvenuto ad opera dei privati proprietari dell’area che hanno fatto analizzare ogni albero chiedendo il consenso della Soprintendenza».
Tra i 272 esemplari analizzati, 54 sono risultati a “rischio schianto” o a “rischio ribaltamento” e, in quanto tali, da abbattere perchè non sicuri. Se questi pioppi si trovassero in un bosco, circondati solamente da rovi ed altri alberi, non ci sarebbe l’urgenza di abbatterli. Trovandosi, invece, all’interno del parco maggiormente frequentato della città, utilizzato quotidianamente da bambini, anziani, genitori, rischiare la loro incolumità sarebbe un atto criminale.
«Abbiamo deciso di pianificare l’abbattimento in agosto – aggiunge il sindaco - non per evitare polemiche, come lei sostiene. Se avessi voluto ottenere questo non avrei informato la stampa, i social, le televisioni con settimane di anticipo. I 54 esemplari abbattuti, su un totale di 272, non sono tutti concentrati in un unico posto: sono distribuiti lungo tutto il perimetro del parco e, alcuni, nel viale centrale. Non occorrerà attendere 60/80 anni, come lei sostiene, per riavere un parco all’altezza: l’impatto visivo, proprio perché gli esemplari abbattuti risultano disseminati qua e la lungo tutta l’area verde, sarà minimo e la ripiantumazione che avverrà nel periodo autunnale/invernale con esemplari già “formati”, dell’altezza di circa 5 metri, lo renderà ulteriormente meno impattante. Se non avessimo preso questa decisione e fosse caduta una pianta uccidendo una persona, avrei vissuto il resto della vita con il tormento del rimorso, senza dimenticare che quasi certamente sarei stato condannato per omicidio colposo». —
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