L’estate riporta anche tanti turisti dopo l’anno nero con ricavi a -33%
Trend rovesciato con un +56% tra luglio e settembre nei servizi di alloggio e ristorazione
Giovanni Medici
Il settore turistico è forse quello che ha più sofferto a causa dalla pandemia. I dati diffusi ieri dalla Lapam Confartigianato di Modena e Reggio Emilia nell’imminenza del Ferragosto, culmine della stagione estiva, confermano queste difficoltà ma sottolineano anche i segnali di ripresa. In regione lo scorso anno è stato registrato un calo del 44,9% del numero delle presenze turistiche, 18 milioni di pernottamenti in meno. Le micro e piccole imprese artigiane dei settori che intercettano sia direttamente che indirettamente la domanda turistica nel corso del 2020 hanno avuto un calo del fatturato più ampio di quasi nove punti (-33,7% contro -24,9%) rispetto alla media. Ma i segnali di ripresa come detto non mancano: tra essi l’aumento del 56.9% nel numero di entrate preventivate dai servizi di alloggio e ristorazione e dai servizi turistici nel periodo luglio-settembre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. A luglio 2021 inoltre stati sono i cuochi, i camerieri e le altre professioni dei servizi turistici le figure professionali più ricercate in Emilia-Romagna, con difficoltà di reperimento di questi profili. Trend in crescita anche per altre figure professionali legate al settore, come gli addetti all’accoglienza, informazione e assistenza della clientela (+52,3% di entrate previste rispetto a luglio 2019). Alla fine del primo trimestre 2021 a Modena, segnala Lapam, le imprese artigiane operanti in attività interessate dalla domanda turistica erano 2.817, pari al 14,1% dell’artigianato totale, con 8.261 addetti. Il comparto più rilevante è quello abbigliamento e calzature con 1.079 imprese pari al 38,3% del totale, seguito dall’agroalimentare con 471 (16,7%), da ristoranti e pizzerie con 444 (15,8%), da altre attività manifatturiere e dei servizi con 374 (13,3%). Seguono i trasporti con 263 imprese (9,3%), e bar, caffè, pasticcerie con 168 (6%). Gli ultimi dati disponibili sul turismo riferiti al 2020 indicano per l’Emilia-Romagna oltre 22 milioni di presenze, che la posizionano terza in Italia dopo Trentino-Alto Adige e Veneto. A Modena, riferisce l’indagine Lapam, le presenze nel 2020 sono state 882.392, con un calo del 47% sul 2019, e nel periodo estivo in particolare sono state 324.204 (il 31,7% in meno dell’anno precedente). La nostra provincia può contare però su alcuni comuni che spiccano per il loro alto tasso di turisticità (valore che rapporta il numero di presenze turistiche agli abitanti). Sestola in questa speciale classifica è infatti al decimo posto in regione, ed è la prima realtà non appartenente alla riviera romagnola, mentre al dodicesimo e tredicesimo posto troviamo Fiumalbo e Montecreto.
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