Gazzetta di Modena

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restare senza UN’ABITAZIONE 

Sfratti, colpiti i più fragili Si studia l’housing sociale

L.S.

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Oggi il problema abitativo non colpisce soltanto soggetti deboli e in condizioni di marginalità, ma interessa ampie fasce della popolazione coinvolta nella crisi economica. È in continua crescita il numero di persone e famiglie che affrontano la difficoltà o non sono in grado di mantenere la stabilità abitativa o ancora che soffrono della mancanza di un’abitazione adeguata.

Gli sfratti dovuti a morosità segnalano una sempre più compromessa capacità delle famiglie nel sostenere i costi di una abitazione ed è crescente la difficoltà di reperire nuove sistemazioni nel mercato privato. A ciò si aggiunge la fragilità psico-sociale di numerose famiglie, che presentano specifiche difficoltà nella conduzione della vita quotidiana, che si intrecciano sempre più spesso a condizioni di disagio abitativo, alla luce anche del radicamento del fenomeno migratorio. Come sottolineano dal Comune, il tessuto sociale cittadino nel corso di questi anni ha assistito ad una trasformazione dei flussi migratori con un decremento nel numero degli arrivi per lavoro ed un aumento dei flussi non programmati. La crisi economica ha avuto un impatto sui titoli di soggiorno più fragili, mettendo a rischio i progetti individuali. Al problema conseguente alla mancanza o riduzione dei redditi, si affianca poi una maggiore richiesta di garanzie rispetto alla affidabilità nel pagamento del canone di locazione, nel medio e lungo periodo, che non viene più soddisfatta dalla presenza di un solo reddito per nucleo, seppure di livello medio e data da un contratto di lavoro dipendente. Nelle indagini condotte dal Crid in stretto dialogo con il mondo del terzo settore, sono state individuate diverse iniziative nell’ambito del cosiddetto housing sociale portate avanti in città, quali comunità per anziani affetti da demenza o risposte alternative al bisogno di abitativo. Nel primo ambito si colloca per esempio il progetto “Cà Nostra”. Sul secondo ambito, alcune coop sociali stanno proponendo forme di abitare che possano rispondere a situazioni particolari: sfrattati, lavoratori che provengono da altri territori. E ancora: Porta Aperta sta conducendo un’esperienza per persone che escono dal carcere o sono ammesse a misure alternative. Un altro ambito di intervento riguarda i bisogni abitativi connessi a percorsi sanitari.

Gli ospedali cittadini sono spesso meta di pazienti provenienti da altre regioni. Si pone spesso il problema di dove alloggiare i parenti durante il periodo di ricovero. Come risposta a queste esigenze sono nate, ad opera del Terzo Settore, diverse offerte abitative a costi contenuti perché spesso basate sul volontariato. Ancora, vi sono pazienti, anche in età pediatrica, che dopo il ricovero devono proseguire le cure e che, quindi, hanno bisogno di un alloggio vicino a Modena. Sono quindi sorte esperienze importanti come la Casa di Fausta.

L.S.

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