«Per i controlli al seno meno visite preventive»
La responsabile della “brest unit” : «Le donne hanno paura di venire in ospedale per non prendere infezioni o magari il Covid. Non è così, è un luogo sicuro»
Serena Arbizzi
Una task force composta da esperti ma anche da ex pazienti, per tracciare una rotta sempre più efficace contro il tumore al seno. Questa l’intenzione del gruppo di lavoro regionale per il coordinamento della rete dei centri di Senologia presenti in Emilia Romagna.
«Ormai sono anni che le “breast unit” emiliano romagnole lavorano insieme. Ci sono dodici centri, uno per provincia, ma sono due a Modena e tre a Bologna – spiega la dottoressa Maria Grazia Lazzaretti, responsabile della “breast unit” al Ramazzini - Dodici realtà che lavorano insieme da tempo per definire il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale condiviso ormai dal 2012 per dare indirizzi di trattamento, dalla prevenzione allla sorveglianza e alle cure successive delle pazienti».
Con l’insediamento del gruppo di coordinamento dei vari centri provinciali, la novità è che ai responsabili delle varie realtà sanitarie si sono uniti “Europa donna Italia” e due associazioni emiliano romagnole. In tutto, quindi, si contano tre referenti associazioni.
«Significa che non solo noi professionisti condividiamo le metodiche di trattamento e così via, ma ascoltiamo anche il parere delle donne coinvolte – specifica Lazzaretti - Ci troveremo almeno ogni tre mesi e il gruppo rimarrà insediato fino a dicembre 2023. Ne faranno parte le rappresentanti delle donne, quindi l’intento è che siano tenute presenti le loro istanze. Le ex pazienti ci indicano la strada, dandoci così un modo per certificare la qualità del servizio».
La “breast unit” del Ramazzini conta circa 200 pazienti su base annua che vengono prese in carico e curate.
«Mentre le pazienti sottoposte a operazione sono un pò meno – continua la responsabile - L’anno scorso siamo scesi intorno ai 150 per il lockdown; ora la media è di 170».
«Lo scorso anno il Covid ha avuto effetti gravi sulla prevenzione perché si era fermato lo “screening”, il controllo di base sulle donne. Ecco perché abbiamo avuto una riduzione anche dei numeri».
La dottoressa Lazzaretti passa poi a esaminare le questioni aperte dopo i picchi del Covid e la riapertura a singhiozzo delle varie unità ospedaliere.
« L’attività è ripresa ma ancora oggi ci sono difficoltà - spiega - Notiamo che molte donne hanno paura a venire in ospedale, anche se ora l’ospedale rappresenta il luogo più sicuro. L’anno scorso marzo e aprile sono stati due mesi molto brutti. Ora nonostante questo molte donne abbiano timore vogliamo lanciare un appello: la prevenzione è davvero importante».
«Il gruppo che si ritrova per confrontarsi, condividere e uniformare i nostri atteggiamenti - aggiunge - va nella direzione di migliorare ulteriormente tutto quanto possa essere fatto come “breast unit”, coinvolgendo le nostre pazienti in un confronto continuo».
«L’Emilia Romagna - conclude la dottoressa Lazzaretti - è una delle regioni con l’incidenza più alta di tumori alla mammella, ma è anche una di quelle con sopravvivenza più elevata a livello europeo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google