Il calcio piange e dice addio a mister Medici
Icona della Madonna di Sotto che aveva portato fino alla Prima categoria «Una persona squisita, capace con i giovani»
Stefania Piscitello
Se ne è andato in silenzio la vigilia di ferragosto a 63 anni Mario Medici, i cui funerali si sono tenuti lunedì mattina. Molti a Sassuolo lo ricordano come “il rosso”, perché era rosso di capelli: ma è soprattutto per l’impresa portata a termine in quelli che furono gli anni d’oro della Società sportiva Madonna di Sotto che tantissimi in città ricordano Medici, che nei primi anni duemila riuscì a portare da allenatore la squadra di calcio in Prima categoria. Sono numerosi i ragazzi che sono passati attraverso i suoi insegnamenti, e altrettanti sono stati i messaggi di cordoglio, quando la notizia ha iniziato a diffondersi nelle chat tra ex atleti, allenatori e compagni di squadra.
«Ci conoscevamo da sempre – racconta Christian Gualtieri, direttore sportivo negli anni in cui Medici era allenatore – e di lui ho solo ricordi positivi. La Madonna di Sotto è rinata nel ’97, lui è arrivato due anni dopo».
Medici è rimasto più o meno fino al 2006 nella società sportiva sassolese. «Era un’ottima persona – continua Gualtieri – rispettava la gente e, soprattutto, quando prendeva una decisione non la cambiava a seconda degli eventi. Era molto fermo nelle sue scelte. Ha allenato anche i bambini, che adesso sono tutti maggiorenni e hanno un bel ricordo di lui, perché ci sapeva fare. In quegli anni ha dato una mano a 360 gradi in società».
Anche Andrea Corghi ha avuto modo di conoscere Medici, in tutte le sue sfaccettature: «L’ho conosciuto perché è stato il mio allenatore l’anno in cui dalla Terza categoria siamo stati promossi in Seconda ed io allora ero un giocatore. Poi decise di tornare per cercare di portare la Madonna di Sotto in Prima categoria e scelse me come vice allenatore. Era più o meno il 2004».
Corghi racconta che l’anno della promozione in Prima categoria fu il più duro: «Mario trovò un gruppo di ragazzi che conosceva poco, ma alla fine si riuscì a vincere. Fu bellissimo». Dopo avere ricoperto vari ruoli all’interno della Madonna di Sotto, Medici andò anche a Braida, lui come primo allenatore, Corghi come secondo: vinsero anche quel campionato, passando dalla Terza alla Seconda categoria. Al di là dei meriti sportivi, è il lato umano che più mancherà ai tanti che lo hanno voluto ricordare: «Era una persona squisita, onesta e fuori dagli schemi. Riusciva a tirare fuori il meglio dalle persone», conclude Corghi.
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