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Il modenese Matteo e la sfida a menefreghismo e rifiuti in spiaggia

Il modenese Matteo e la sfida a menefreghismo e rifiuti in spiaggia

Da anni il 18enne modenese frequenta con la famiglia il Lido di Volano. Tra le spiagge ferraresi Cimitan non riesce però a stare fermo. L’indifferenza è una reazione che sviluppa più verso chi lo schernisce piuttosto che di fronte a un rifiuto abbandonato. Di qualunque tipo sia.

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MODENA Gli altri festeggiano, lui pulisce. Matteo Cimitan promuove un turismo controcorrente: da anni il 18enne modenese frequenta con la famiglia il Lido di Volano. Tra le spiagge ferraresi Cimitan non riesce però a stare fermo. L’indifferenza è una reazione che sviluppa più verso chi lo schernisce piuttosto che di fronte a un rifiuto abbandonato. Di qualunque tipo sia.


Nella notte di Ferragosto, il giovane ha raccolto rifiuti e osservato comportamenti. «Ho iniziato a pulire nella notte durante i festeggiamenti – racconta Cimitan – Come tutti gli anni, c’erano i falò e nelle spiagge libere sono state allestite delle discoteche alimentate con i generatori. Ho iniziato a ripulire di notte per evitare che i bicchieri e le cannucce gettate a terra potessero finire in mare con il cambio di marea. È stato bruttissimo vedere l’indifferenza generale e c’era qualcuno che faceva anche delle battutine su di me».


Un’immagine descrive la scena. Il giovane è chinato per raccogliere un rifiuto con la mano destra, mentre con la sinistra regge un sacco da riempire. Indossa una maglia dal colore blu e la scritta in bianco: si legge “Plastic free”, di cui è tra i referenti per Modena. A pochi metri da lui, una marea umana di giovani gli volta le spalle, chiacchierando e muovendosi di fronte a un falò. «Naturalmente non c’era nessun distanziamento – aggiunge Cimitan – e nessuno indossava la mascherina. Nella zona più critica, pulita al mattino di Ferragosto, ci saranno stati più o meno centocinquanta ragazzi».


Accendere fuochi in spiaggia non è una novità. Da anni i carabinieri forestali di Ferrara pattugliano i lidi di Comacchio per impedire tale pratica. «Alcuni volontari sono intervenuti per farli spegnere – precisa il giovane – ma dopo il loro passaggio sono stati riaccesi. Il pericolo più grande era forse rappresentato dai mozziconi di sigaretta gettati ancora accesi in mezzo alla pineta completamente secca. Ne ho raccolti tantissimi».


Una raccolta che si può rivelare provvidenziale in un’estate segnata dai roghi in varie parti del Paese. Cimitan non ha fatto le ore piccole. All’una di notte ha completato la missione di pulizia, almeno per la prima parte di Ferragosto. «Nella notte ho riempito cinque sacchi grandi di rifiuti – riassume il giovane – Nella mattina di Ferragosto ne ho raccolti una ventina e penso di riuscire a recuperarne ancora una decina entro sera».
Ancora una volta, la “fantasia” di chi abbandona i rifiuti non manca. «Ho raccolto soprattutto bicchieri, cannucce e bottiglie in plastica – ammette il 18enne – ma non sono mancati rifiuti “particolari” come una tenda, un frigo portatile e un gran numero di ciabatte e scarpe spaiate. Naturalmente, non sono mancati i rifiuti più schifosi come preservativi e assorbenti sparsi per le dune dove passano anche i bambini».
A chi semina inciviltà il giovane replica con l’esempio. Un rifiuto raccolto, poi un altro, poi un altro ancora. All’azione del giovane c’è chi risponde con lo scherno, chi con una levata di spalle, chi dando una mano. Coloro che sono calamitati dalla raccolta forniscono ben più di un supporto pratico nella pulizia: rigenerano il morale del giovane. «Le alte temperature non hanno aiutato – rimarca Cimitan – ma mi ha fatto molto piacere la voglia di aiutare da parte di alcuni turisti».


Il Lido di Volano è ormai una seconda casa per il giovane modenese, che però potrebbe considerarsi un turista. Il 18enne comunque non disdegna il divertimento, una volta compiuta la missione in favore dell’ambiente.

«Alla sera prima di Ferragosto ho assistito a una scena bellissima – sottolinea – tre bambini piccoli con i loro genitori sono venuti a portarmi dei bicchieri trovati a terra e mi hanno chiesto di prestar loro un sacco per raccogliere i rifiuti durante la loro passeggiata in spiaggia. La devastazione portata in riva al mare e nella zona della pineta dai festeggiamenti da sempre mi fa perdere le speranze e la fiducia verso il genere umano, ma la scena di quei bambini mi ricorda che non siamo tutti uguali e per fortuna c'è sempre qualcuno che pensa ancora e per fortuna al bene comune. Questo pensiero mi fa passare quasi del tutto la rabbia, lasciandomi solo tanta tristezza per quei ragazzi e per la loro ignoranza».

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