Gazzetta di Modena

Modena

la lettera delle organizzazioni 

I genitori: «Classi pollaio, ora basta Trasporti ridotti, siamo preoccupati»

I genitori: «Classi pollaio, ora basta Trasporti ridotti, siamo preoccupati»

3 MINUTI DI LETTURA





C’è preoccupazione tra i genitori su quella che potrà essere la ripartenza scolastica a settembre. Timori resi pubblici in una lettera aperta inviata a ministero dell’Istruzione, Regione, Provincia e prefettura. La firmano, tra gli altri, il coordinamento presidenti Consigli di istituto di Modena e provincia, il coordinamento provinciale Genitori Modena – insieme per la scuola, A.Ge. Associazione Genitori, Priorità alla Scuola Modena.

«Alla vigilia del terzo anno restiamo pieni di dubbi e di incertezze, senza azioni chiare e certe da parte del governo e delle istituzioni, circa lo svolgimento delle lezioni in presenza – dicono – Dopo due anni scolastici “terribili” per le scuole di ogni ordine e grado, vissuti in pandemia nella palese inadeguatezza di qualsiasi programmazione, con conseguenze gravi sia sugli obiettivi formativi che sulla salute psichica dei nostri giovani, ora è il momento di dare orizzonti certi alle famiglie, ai cittadini, agli elettori di domani».

Alla premessa segue una serie di interrogativi: «Metteremo in didattica a distanza ancora scuole/classi senza cluster a causa delle carenze del sistema dei trasporti? O del debolissimo sistema di tracciamento? Assisteremo all’ennesima questua degli spazi per poi crollare su turnazioni insostenibili o sull’accaparrarsi l’utilizzo delle palestre e dei laboratori fra scuole?».

Organici, strutture e trasporti entrano di diritto nelle voci più critiche, individuate dai genitori e a cui chiedono venga data una soluzione strutturale. «Abbiamo la quasi certezza che per l’ennesima volta, al primo giorno di scuola, gli organici scolastici (insegnanti, docenti di appoggio, personale Ata) non saranno completi (nomine tardive, numero insufficiente). Dopo i proclami di rito, vi chiediamo di non nascondervi dietro l’organico di emergenza covid, ma di investire su una situazione stabile e duratura. Le strutture sono invece un argomento increscioso: testimoniamo di edifici fatiscenti e non sicuri (antisismica non garantita), dove si parte alla caccia di luoghi sostitutivi, con bandi provinciali, perché manca una pianificazione che parta dal Governo: è inaccettabile. Sui trasporti riteniamo i fondi destinati insufficienti, rileviamo localmente che sono stati usati per ammodernare il parco mezzi esistente e non per incrementarlo. È mancata da parte del ministero la supervisione di come tali fondi siano stati utilizzati nelle Regioni».

L’ultimo passaggio è dedicato alle “classi pollaio”: «Non ne facciamo una questione partitica, ma pratica. Basta con le classi pollaio, basta all’utilizzo dei docenti di sostegno in appoggio alla arrancante gestione della classe, basta con i disagi per gli studenti “fragili”. Venga rispettato il diritto allo studio sancito per tutti gli studenti italiani ed europei, a formarsi in presenza e in condizioni di sicura convivenza, per crescere come persone autonome e consapevoli, in grado di inserirsi nel mondo sociale e lavorativo di questa epoca piena di possibilità e di potenzialità».

E per concludere l’accorato appello ecco le ultime due sollecitazioni al ministro Bianchi: l’obbligo dello studio dal 1946 ad oggi in quinta superiore e utilizzo massimo degli spazi all’aperto per fare lezione, soprattutto in un momento di pandemia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google