Gazzetta di Modena

Modena

l’usmia sul green pass in mensa 

«Alcuni carabinieri rinunciano al pasto per non essere tacciati»

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La divisione tra colleghi all’interno delle mense riguarda anche l’Arma dei carabinieri, non esenti dal provvedimento che tanto sta facendo discutere tra i vari corpi dell’emergenza modenese. L’Usmia, l’Unione Sindacale Militari Interforze Associati, lo bolla “come controverso provvedimento che, sin dalle prime ore dalla sua diffusione, aveva già creato incomprensioni, disgregazione tra i militari e tensione a tutti i livelli di comando; disorientamento sulle responsabilità di gestione e controllo green-pass, disagi e disservizi organizzativi, impiego di uomini e risorse economiche per l’acquisto e l’istallazione di gazebo, nonché l'allestimento di nuovi locali. In tale quadro ci si chiede: quando le condizioni atmosferiche non consentiranno di utilizzare il gazebo, quale sarà l’alternativa?».

«Una disparità di trattamento – prosegue il segretario nazionale, il modenese Alfonso Montalbano (nella foto) – che, oltre a colpire i non vaccinati, interessa altresì il personale guarito dal covid che, pur considerato immunizzato, non è ancora riuscito ad ottenere la certificazione verde. Tutto questo, solo per trenta miseri minuti; il tempo previsto da contratto che consente, alle forze dell’ordine, di consumare, fugacemente, un pasto caldo all’interno di un ambiente accogliente e sano ove, peraltro, vengono rispettati igienizzazione e distanziamento sociale».

Montalbano evidenzia poi come “l’irragionevolezza della norma determina la sua palese inefficacia proprio nell’ambito dell’applicazione, poiché non idonea a raggiungere l’obiettivo auspicato: evitare mescolanza tra militari immunizzati e non. Probabilmente, chi ha deciso di impartire tale direttiva, non è a conoscenza che, subito dopo il rancio, a prescindere dove esso sia stato fruito, tutti i militari si ritroveranno ad operare “vicini vicini” a bordo di mezzi di servizio e in ambienti di lavoro promiscui».

A completare la critica ecco il paradosso: il green pass chiesto di esibire agli operatori della sicurezza non è invece un obbligo per chi in mensa ci lavora. Usmia Sezione Carabinieri, infine, nel sottolineare nuovamente di essere favorevole alla campagna vaccinale intrapresa dal Governo, evidenzia anche “che diversi militari, profondamente imbarazzati aconsumare il pa sto nel “recinto riservato ai no vax”, hanno scelto di rinunciare al vitto, mentre altri chiedono di essere impiegati in turni di servizio ove non spetta il trattamento alimentare gratuito».

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