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stipendi a rischio per tanti lavoratori 

L’allarme della Cisl: l’Inps non paga più la quarantena del Covid

L’allarme della Cisl: l’Inps non paga più la quarantena del Covid

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Il sindacato Cisl ha lanciato l’allarme: con una circolare definita «sorprendente» di inizio agosto l'Inps ha comunicato che di fatto «la quarantena non è più considerata malattia» per tutto il 2021, quindi anche con effetto retroattivo, a causa della mancanza di risorse per coprire le indennità. La busta paga è così a rischio per circa 9.500 lavoratori in Emilia Romagna, sono 98.369 a livello nazionale.

Non solo. La mancata indennità potrebbe portare i lavoratori a non segnalare più contatti con positivi.

L'isolamento, che prima era parificato alla malattia e quindi «pagato» dall'Inps, ora non lo è più di fatto e l’istituto chiarisce che non saranno corrisposti i trattamenti economici previsti dal DL “Cura Italia” del marzo 2020 ed equiparati a quanto previsto in caso di malattia comune.

«Chi non riceverà per l’intero 2021 – dice Cisl – la copertura economica per l’assenza dovuta a quarantena e si troverà senza stipendio e senza contributi sono soprattutto quei lavoratori che non possono in alcun modo svolgere attività da remoto, come operai, magazzinieri, muratori, commessi, cassieri, educatori delle coop sociali (proprio chi è stato in prima linea durante il lockdown) dato che la quarantena in salute è compatibile con lo “smart working”. Esiste un ulteriore pericolo: molti lavoratori e lavoratrici entrati in contatto con un positivo potrebbero essere disincentivati a segnalare questa loro condizione, dato che comporterebbe un’assenza non retribuita dal lavoro. Il risultato sarebbe di porre le condizioni per un’ulteriore estensione di Covid19 tra i colleghi».

«La Cisl regionale è seriamente preoccupata dal possibile esito di questa situazione – afferma il segretario regionale Ciro Donnarumma – La pandemia è ancora presente e non si deve abbassare la guardia in nessun caso. Gli ultimi dati segnalano una situazione molto seria per l’Emilia Romagna: 202 positivi ogni 100.000 residenti, ben oltre la media nazionale (169). Molti che sono entrati in contatto con positivi sono individuati e posti in quarantena perché si segnalano ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Ausl. Venendo meno la copertura economica ci potrebbero essere dei casi di non segnalazione».

Il sindacato regionale lancia un pressante appello al presidente della Regione Bonaccini: «Data la sua autorevolezza e il ruolo di autorità sanitaria della Regione, chiediamo un suo intervento in merito a questa vicenda affinché il governo intervenga – conclude Donnarumma – I ministeri del Lavoro e della Salute e l’Inps non si sono ancora mossi, benché ci sia una nostra richiesta in merito. Chiediamo una soluzione in tempi brevissimi».



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