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spilamberto. UNA SOCIETÁ SPORTIVA SPECIALE 

L’atletica diventa strumento d’inclusione «Ma ci serve la pista»

Mattia Vernelli
L’atletica diventa strumento d’inclusione «Ma ci serve la pista»

Anna Lupato, responsabile del Team Atletica Polisportiva «L’impianto è in terra battuta, vogliamo aiutare i giovani»

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Mattia Vernelli

SPILAMBERTO. Sport, relazioni umane, integrazione. Questi gli ingredienti che rendono il Team Atletica Polisportiva molto più di un semplice centro sportivo.

«A fare da collante alle nostre attività è la devozione quotidiana e lo spirito di solidarietà – spiega Anna Lupato, responsabile del settore – L’atletica è uno sport un po’ differente agli altri: è particolarmente faticosa e non è di squadra. Stiamo comunque raccogliendo i frutti. Al di là dell’attività fisica un grande valore educativo. Dovrebbe essere, a parte l’agonismo, un punto di aggregazione sano per i più giovani. Coinvolgiamo ragazzi con delle problematiche psicologiche: traggono giovamento dalle attività, sono quelli che ci danno più soddisfazioni».

Soprattutto stranieri e famiglie in difficoltà economica trovano nel gruppo un punto d’integrazione e coinvolgimento sociale. «Per diversi mesi hanno frequentato il centro due ragazzi richiedenti asilo, che arrivavano dal Senegal e dalla Nigeria – continua Lupato – Erano al centro di accoglienza Overseas di Spilamberto; conoscendo una volontaria, sono riuscita a inserirli. Hanno imparato la lingua, instaurato legami stretti con i compagni, amicizie che durano nel tempo. Attualmente stiamo seguendo cinque fratelli di una famiglia numerosa: anche qui l’attività sportiva svolge un ruolo cruciale».

Gli aiuti economici arrivano in parte dalla polisportiva stessa, ma spesso non bastano. «Cerchiamo di venire incontro alle famiglie in difficoltà che faticano a pagare l’iscrizione. Spesso è necessaria l’attivazione del Comune. Il prossimo passo è vincere un bando che ci permetta di aiutare direttamente chi ne ha bisogno». Un sogno nel cassetto accomuna i ragazzi della polisportiva.

«La nostra pista è obsoleta e fatiscente – conclude la dirigente – È in terra rossa e i blocchi di partenza sono piantati a terra con i chiodi. Inoltre ci sono mancanze strutturali per le nostre attività, l’illuminazione è precaria. Ci siamo fatti avanti in Comune per avere una pista nuova e vorremmo vederla sorgere nei prossimi anni. Nel bilancio preventivo dell’amministrazione il sindaco ha già accantonato la somma utile per la nuova pista, e spero che la cosa abbia una concreta realizzazione e non vada scemando nei prossimi anni».

Pravin Warna, allievo diventato istruttore in polisportiva, sogna in grande: «Vorrei – dice – che la nuova pista diventasse il fulcro dell’atletica in zona, che attragga ragazzi da tutta la provincia e che faccia da motore per questo sport ancora poco diffuso».

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