Lo storico Montella: «Ignorati i centenari degli omicidi fascisti»
MIRANDOLA. «È in atto un sotterraneo ma continuo e insistente tentativo di riscrivere la storia della città, con idee che non le appartengono. Ad attuarlo è un’amministrazione che fatica a riconoscersi nei valori dell’antifascismo sui quali si fonda la nostra comunità. Non è un mistero che in giunta ci sia almeno un assessore che non si vergogna di rivendicare le proprie simpatie fasciste». La dura presa di posizione è dello storico Fabio Montella, che si dice profondamente rammaricato del fatto che la giunta leghista mirandolese stia ignorando, uno dopo l’altro, i centenari degli assassinati per mano dei fascisti.
L’ultimo appuntamento mancato, forse il più eclatante, è quello di Agostino Baraldini, il sindacalista cattolico massacrato da un commando squadrista il 17 agosto 1921 a Mortizzuolo. «Baraldini – spiega Montella – fu trucidato nel pieno del dilagare della violenza fascista a Modena. Prima di lui era stato ucciso, nell’attuale via Pico, a Mirandola, il socialista Corrado Vescovini (a sua volta dimenticato dalla giunta) e dopo di loro tanti altri cattolici, socialisti, comunisti, anarchici. L’ultimo di quegli anni fu Faustino Baraldi, un padre di famiglia torturato a morte nella sede della milizia perché non voleva autoaccusarsi di avere stuprato, messo incinta e fatto abortire la figlia. Il vero colpevole in realtà era il parente di un gerarca. Per l’omicidio vennero tutti assolti in un processo farsa. Questo – dice Montella – era il fascismo che qualcuno pretende di rivalutare. Bisognerebbe invece raccontare cos’era il movimento di Mussolini ai giovani, nelle scuole, nelle piazze con iniziative serie di approfondimento».
Montella fa anche un ragionamento più generale. «Non è solo dimenticanza o sciatteria. Qui si vuole riscrivere la storia. Nei giorni scorsi, la concessione della cittadinanza onoraria al milite ignoto è stata rivendicata da questa giunta come un grande successo. Invece a me sembra un ossimoro. Il milite ignoto era uno sconosciuto per definizione. Che senso ha concedergli la cittadinanza? O forse qualcuno pensa così di esaltare le armi e le virtù guerriere di un popolo che, invece, in maggioranza non voleva la prima guerra mondiale? In questa riscrittura faziosa della storia io non mi riconosco. Fortuna che qualcuno ha ancora dignità e senso della storia».
Agostino Baraldini sarà infatti ricordato il 3 settembre al pomeriggio, in una cerimonia organizzata dalla parrocchia di Mortizzuolo in collaborazione con diversi soggetti, ma non il Comune.
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