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verso settembre 

I dirigenti Zetti e Caiti: «La lettera dei genitori? Capiamo i timori»

Paola Ducci

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La lettera dei genitori inviata al ministro Bianchi, i vertici regionali e provinciali sta facendo molto parlare. I rappresentanti hanno sferzato le istituzioni per raggiungere una scuola di qualità, limitando le classi pollaio, migliorando ancora le strutture e soprattutto fare passi avanti con la didattica.

«Spezzerei una lancia a favore del ministero – dice Silvia Zetti, dirigente dell’ Ic9 Modena – le operazioni sugli organici stanno seguendo una tempistica migliore rispetto al passato e secondo me si sta lavorando in modo più efficace. Ne dobbiamo prendere atto, posso davvero dire che sul fronte degli organici si è fatto qualcosa di importante. Rispetto a quanto dicono i genitori ritengo giusto parlare di riqualificazione degli edifici scolastici, ma devo poi ammettere che personalmente sto ottenendo un certificato di prevenzione incendi e sono contenta che alle San Carlo si stia realizzando un grande intervento di messa in sicurezza».

Ci sono poi le ombre: «Il nodo dei trasporti temo non sia stato affrontato nella maniera migliore, non so se si sia trovata una soluzione utile a ridurre il rischio dei contagi. Sono invece favorevole sia a incentivare le attività di scuola all’aperto sia sullo studio della storia contemporanea. Classi pollaio? Si lavora meglio con un numero contenuto di ragazzi; quando il rapporto tra docenti e alunni è favorevole si può davvero personalizzare, aiutare e sostenere tutti. Credo quindi sia giusto investire per avere classi poco numerose: i nostri ragazzi hanno bisogno di tantissime attenzioni e tempo e un insegnante da solo in classe può essere incisivo se ha un numero di alunni piuttosto contenuto».

«La richiesta dei genitori è condivisibile – aggiunge Claudio Caiti, preside del Sigonio – Del resto credo che tutte le istituzioni coinvolte condividano la loro richiesta e lavorino per offrire a settembre le migliori condizioni per proporre la didattica in presenza al maggior numero di studenti. Immagino che l’unico ostacolo sia il punto di caduta tra ciò che si vorrebbe fare e i vincoli di bilancio».

Paola Ducci

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