Il bilancio rischia di saltare su un milione di debito extra
Si pagano le fideiussioni date dal Comune alla Patrimonio dal 2006 al 2015 Il revisore non si fida delle garanzie, l’approvazione slitta. I 5 Stelle lasciano l’aula
Daniele Montanari
Serramazzoni. Un milione di debito extra. È questa la cifra che sta agitando i conti a Serra, e che ha spinto il revisore, con un colpo di scena che raramente si verifica in un’amministrazione comunale, a esprimere parere “non favorevole” all’approvazione dell’assestamento del bilancio di previsione 2021-23. Tanto che nell’ultimo Consiglio, a seguito di questo responso, la maggioranza ha deciso di rinviare il punto e l’opposizione 5 Stelle (Francesca Marzani, Paola Guaitoli e Giorgia Tollari) di abbandonare l’aula.
Il punto è delicatissimo: la legge di per sé prevede l’obbligo per i Comuni di approvare l’assestamento entro il 31 luglio: in caso di inadempimento si può arrivare anche al commissariamento. Ipotesi che per adesso però sembra lontana: dalla Prefettura fanno sapere di essere a conoscenza della situazione e di essere ancora in attesa dell’adempimento, senza “azioni forti”.
A illustrare la burrascosa situazione finanziaria è stato lo stesso sindaco Claudio Bartolacelli: «Il revisore ha espresso parere non favorevole soprattutto per le ripercussioni che possono avere sul bilancio del Comune le fideiussioni e le lettere di patronage che negli anni scorsi sono state sottoscritte a favore della Serramazzoni Patrimonio, di cui il Comune è socio unico. Sono tutte cose che vanno dal 2006 al 2015 – ha sottolineato – la nostra amministrazione non ha gravato per niente sul quadro. Anzi, noi nel consuntivo 2020 abbiamo istituito un fondo di accantonamento da 300mila euro per il rischio connesso alle fideiussioni prestate. Però ci siamo presi la colpa che è insufficiente, da parte del revisore. Prima non è mai stato fatto niente: noi per la prima volta abbiamo attivato un fondo di garanzia per fideiussioni e lettere di patronage che in origine ammontavano a 2,5 milioni». Nel tempo la Patrimonio ha estinto alcuni mutui, e oggi l’importo è sceso: «Il Comune è esposto per 370mila euro, ma resta una lettera di patronage, per noi molto debole, in cui il Comune ha dato una garanzia di un milione».
Cifra che potrebbe far saltare i conti, e che il Comune conta di coprire attraverso la vendita delle reti gas. «L’advisor le ha valutate 7,9 milioni – ha evidenziato – ora il valore dovrà essere fatto proprio da Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti) e Atersir (l’agenzia regionale per i servizi idrici e i rifiuti). Quale che sia la cifra finale, quello che porteremo a casa dalla vendita lo metteremo a chiusura di questo debito. A noi sembra un fatto cruciale: se poi revisore non condivide le azioni che abbiamo deciso di mettere in campo per ristrutturare la Patrimoniale, è suo diritto di farlo per quanto riguarda l’incidenza sul bilancio. Ma in merito alla legittimità degli atti, ci rivolgeremo ad esperti». Tra le ipotesi per uscire dall’angolo, c’è anche quella di ricorrere al nuovo decreto legge approvato il 5 agosto dal Governo Draghi che introduce la “composizione negoziata della crisi” per le società. Ma bisognerà vedere se è applicabile alla Patrimonio.
In quest’attesa, la decisione di rinviare l’approvazione dell’assestamento di bilancio, che in teoria può essere fatta anche con parere negativo del revisore, ma esponendosi ovviamente a tutti i rischi conseguenti. Da parte loro, i 5 Stelle hanno abbandonato l’aula evidenziando come il revisore abbia espresso i suoi dubbi per ben tre volte, negli atti datati 24 maggio, 29 luglio e 16 agosto «dove evidenzia una grave situazione rimasta immodificata». Il rinvio è stato quindi deciso solo con otto voti di maggioranza. —
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