Un agosto tragico sul lavoro Dopo Laila altre quattro vittime
Laila, Salvatore, Giuseppe e Renato. Quattro tragedie consumate sul posto di lavoro nel solo mese di agosto. A loro si aggiunge ora Giovanni.
È il quinto modenese che dall’inizio del mese ha perso la vita laddove si dovrebbe essere più tutelati, mentre si lavora. E invece ancora una volta si è costretti a riflettere, a chiedersi il perché di un nuovo fatale incidente.
Laila El Harim aveva 40 anni. È morta a Camposanto nell’azienda Bombonette il 3 agosto. È questa, senza ombra di dubbio, la vicenda che più delle altre ha attirato le attenzioni dell’opinione pubblica. Laila è rimasta incastrata in un macchinario in circostanze ancora da chiarire, che soltanto un’attenta analisi della Procura e degli inquirenti potrà definire ed eventualmente portare a un processo. La sua morte ha sollevato infinite polemiche, con i sindacati che hanno chiesto a gran voce maggiore attenzione alla sicurezza per i lavoratori. Laila ha lasciato un compagno e una bambina, oltre a un vuoto enorme nella comunità, islamica e non, della Bassa.
Salvatore Rabbito, invece, è morto in autostrada, in provincia di Parma. Era un operaio della Frantoio Fondovalle, importante azienda di Marano. Il 53enne originario della Sicilia, ma che per anni ha vissuto a Modena, si trovava sulla Tibre (la Tirreno Brennero) per un cantiere. Secondo le prime ricostruzioni è rimasto schiacciato da una ruspa. Anche Salvatore ha lasciato un bambino e la moglie.
Laila e Salvatore sono morti a inizio agosto, a pochi giorni di distanza l’una dall’altro. E sempre in quella settimana Modena ha pianto altre due vittime del lavoro. Giuseppe Rallo è morto dopo tre mesi di ricovero in ospedale a Cesena. L’autotrasportatore 47enne, originario di Marsala e domiciliato a Modena, era stato travolto a metà maggio da un altro camion mentre si trovava nel piazzale di un’azienda in Romagna. Infine Renato Fratti, 66 anni. Era salito sul tetto del suo capannone per verificare che non vi fossero danni causati dalla grandine. Il pensionato è precipitato da circa 12 metri. E ora è toccato a Giovanni Rossi, elettricista modenese, deceduto cadendo da una scala in un’azienda del Bolognese.
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