Aquae, mostra che spiega il lavoro e la fatica di secoli per garantire le risorse
Al Barchessone di S.Martino Spino la storia degli interventi per le bonifiche e il controllo di fiumi, pozzi e falde grazie al Consorzio Burana
Mattia Cocchi
MIRANDOLA. Una risorsa preziosa, fondamentale, il cui valore e bisogno è incrementato anche alla luce dei cambiamenti climatici nell’ultimo mezzo secolo.
Al Barchessone Vecchio di San Martino Spino è aperta la mostra “Aquae — La gestione dell’acqua dall’antichità ad oggi nel territorio modenese” organizzata dal Consorzio della Bonifica di Burana, Museo Archeologico Ambientale con il patrocinio del Comune. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 31 luglio alla presenza del sindaco Greco, del presidente del Consorzio della Bonifica di Burana e dell’assessore alle frazioni Fabrizio Gandolfi.
L’importanza dell’acqua e della sua gestione nei corso dei secoli tramandata alle nuove generazioni. È questa l’idea della mostra allestita con una modalità espositivo-itinerante all’interno del Barchessone Vecchio, con l’obiettivo di fare comprendere le situazioni idrauliche derivanti da eventi molto lontani e come il Consorzio Burana si prepara ad affrontare le sfide del presente e del prossimo futuro. L’acqua è una risorsa indispensabile per gli esseri viventi, tutti, e per l’ambiente, fin dall’antichità. La sua forza quando incontrollata, distrugge. Se controllata però e utilizzata con parsimonia, è sinonimo di vita.
«La gestione dell’acqua è necessaria ovunque, nel territorio del modenese particolarmente — spiega il presidente del Consorzio Burana Vincenzi — Risalendo all’epoca romana, su questo territorio sono stati fatti importantissimi interventi di bonifica e gestione delle risorse idrauliche. Il terreno su cui si è sviluppata la pianura è totalmente artificiale. Negli anni venti in particolare si fecero enormi passi avanti sul nostro territorio in fatto di bonifica. Se oggi la nostra Regione e così produttiva sotto tanti punti di vista, come quello agricolo e industriale, lo dobbiamo soprattutto all’impegno nel controllo dei canali e dell’irrigazione. L’obiettivo della mostra è far conoscere la storia del territorio, far capire che se viviamo qui è perché qualcuno ha fatto qualcosa di importante. La bonifica nasce con i problemi della malaria e dell’agricoltura e per il bisogno di sfamare le persone. Oggi ci troviamo di fronte ad una grande sfida relativa ai cambiamenti climatici. Ogni giorno arrivano notizie di disastri ambientali da tutto il mondo. La modernità dei consorzi di bonifica deve essere quella di adeguarsi alle esigenze del territorio. Se penso ai giovani di adesso noto una grande differenza con le generazioni dei genitori. Io da piccolo, ad esempio, facevo il giro della valle con mio zio e mio nonno. In quel momento ho conosciuto il territorio, oggi i giovani giocano con i loro smartphone e danno per scontata la gestione del territorio dal punto di vista ambientale. Dobbiamo tornare a far vivere il territorio in maniera consapevole. Con la pandemia abbiamo visto quando sono importanti turismo lento e turismo di prossimità, le persone stanno imparando ad apprezzare la propria terra, la sfida è riuscire a rendere più attrattive queste zone che normalmente non vengono considerate come dovrebbero».
La mostra sarà aperta fino al 12 settembre ed è visitabile sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.30.
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