I dipendenti di Meschieri? Per il 70% donne e giovani
Un’azienda sul mercato da 65 anni che si occupa delle “anime per fonderia” «Per noi è stato determinante investire su personale femminile e under 30»
Giovanni Medici
Licinio Meschieri (detto Gino) nel 1956 fonda la sua attività, da principio al servizio di piccole fonderie locali, a Concordia. Oggi Officine Meschieri è un’impresa che produce dalla metà degli anni Settanta anime per fonderia per clienti di tutta Italia e anche di alcuni Paesi europei.
La guidano i figli del fondatore, Paolo e Alberto, è associata a Confapi Emilia e ha una particolarità: su 94 dipendenti il 70% sono donne o giovani che hanno meno di trent’anni. Alle prime è affidata la realizzazione delle anime e molte sono le responsabili di reparto. I fratelli Meschieri credono giusto condurre la loro attività imprenditoriale circondandosi di giovani da formare e specializzare e a cui affidare nel breve tempo anche ruoli di responsabilità importanti. Ma cos’è un’anima per fonderia? Se coliamo vetro in uno stampo a forma di bottiglia, questo diventa un blocco di vetro. Se però inseriamo una forma, che occupa il vuoto della bottiglia, e poi coliamo il vetro nell’intercapedine rimasta tra lo stampo esterno e la forma interna, noi otterremo una pellicola di vetro che poi, rimuovendo la forma interna, costituirà il contenitore. L’anima per fonderia, composta di sabbia miscelata con resine leganti, è dunque la forma interna.
«Investire su personale giovane e femminile – spiegano i fratelli Meschieri – ci ha portato ad essere quelli che siamo oggi, ovvero una realtà affidabile agli occhi di banche, clienti e fornitori e che può permettersi di programmare il futuro. Abbiamo ad esempio acquistato un robot per la produzione e una macchina per tecnologia inorganica. La nostra filosofia? Lavorare sodo con strumenti all’avanguardia, perché se mai dovesse rimanere una sola animisteria in tutto il territorio, quella deve essere la nostra».
Alberto Meschieri si concentra sull’organizzazione dell’azienda e sull’espansione commerciale, mentre il fratello Paolo si occupa della parte tecnica e produttiva. La produzione di anime avviene attraverso il shell-moulding (un processo “a caldo” dove gli stampi sono in acciaio e vengono portati a 300 gradi centigradi) oppure mediante un processo “cold-box”, cioè a freddo, dove gli stampi possono essere in legno o resina e non vengono scaldati. Infine, e questa è l’ultima tecnologia introdotta alla Officine Meschieri, è possibile utilizzare anche un processo inorganico, i cui vantaggi sono l’assenza di sviluppo di gas in fase di colata e la facilità di sterratura, con relativo minor impatto ambientale.
«La nostra azienda non può esistere senza fonderie locali e l’unico modo per garantire la nostra sopravvivenza è rendere i nostri clienti competitivi e capaci di vincere le sfide internazionali. Questa filosofia – spiegano a Concordia – ci ha spinti a ricercare soluzioni innovative da offrire ai clienti per ridurre scarti, lavorazioni meccaniche, costi». Officine Meschieri, che ha un fatturato di circa 5 milioni, è anche fornitore qualificato per rinomati marchi internazionali del settore automotive e ha sede in uno stabilimento di duemila metri quadrati, a cui si affiancano due magazzini di 600 metri quadrati ciascuno.
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