Riconoscimento dell’Unesco per l’area Parchi appenninici
L’area dei Parchi dell’Appennino tosco emiliano entra nel patrimonio dell’Unesco e per il territorio appenninico modenese sono coinvolti i Comuni di Pavullo, Fiumalbo, Fanano e Guiglia.
Il Consiglio Internazionale di Coordinamento del programma Mab dell’Unesco ha valutato favorevolmente la proposta di allargamento della Riserva Mab. Mercoledì 15 settembre, ad Abuja, in Nigeria, in occasione del International Coordinating Council of the Man and the Biosphere (Mab) Programme, ci sarà la proclamazione dell’ampliamento della Riserva dell’Appennino Tosco Emiliano, che per gli aspetti quantitativi e qualitativi segna un notevole cambiamento e un nuovo inizio.
L’adesione del Comune di Pavullo al progetto Unesco MaB (Man and the Biosphere) è avvenuta con una deliberazione di Consiglio nello scorso mese di ottobre. Si è trattato di una approvazione corale: tutti i consiglieri hanno capito l’importanza di un progetto di carattere non solo ambientale (conservazione del territorio e delle biodiversità, sviluppo sostenibile delle aree), ma anche culturale, educativo e formativo nei confronti delle popolazioni interessate.
Il Mab è il programma intergovernativo avviato dall’Unesco nel 1971, «per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente», attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Essere Riserva di Biosfera Mab Unesco significa far parte di un club di comunità che hanno accolto la sfida dello sviluppo sostenibile e si impegnano alla conservazione attiva del proprio territorio e del pianeta. Al dato geografico e ambientale corrisponde l’impegno per una grande aggregazione di forze e risorse umane: scuole, giovani, tessuto d’impresa, amministratori locali. Con l’allargamento le aree rurali hanno un ruolo centrale nelle relazioni con le aree urbane.
L’attuale configurazione della riserva Mab, esistente dal 2015, prevedeva già l’adesione di due regioni e 34 Comuni dell’area di Reggio Emilia, Parma, in minima parte Modena, Massa Carrara e Lucca. Con l’allargamento i Comuni diventano 80, includendo tutta l’area modenese montana e pedemontana, la provincia di Pistoia e in minima parte quella di La Spezia.
Il territorio viene diviso in tre parti: Core (cioè la zona della conservazione, già protetta da leggi regionali, nazionali o internazionali), un’area Buffer che circonda e affianca la zona Core per una senso di ulteriore protezione e una zona Transition (di tipo logistico) più antropizzata, meno montana, con strade, ferrovie, ponti, dove si svolgono attività di tipo culturale, sociale ed economico. Il Comune di Pavullo è interamente in zona Transition, mentre sono state create tre zone Core: la prima è relativa al monte Cimone/Libro Aperto, affiancata da una zona buffer (Fanano/Fiumalbo); la seconda è legata al Monte Giovo/Rondinaio con zone buffer a Pievepelago e Barga. È presente anche una terza zona Core nei pressi di Guiglia. La riserva non porrà alcun ulteriore vincolo rispetto a quelli già esistenti che ovviamente saranno mantenuti.
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