Bloccati 118 universitari nell’aeroporto martoriato
Roma. Ore con il fiato sospeso a Kabul per i 118 studenti afghani, tra cui 81 ragazze, che studiano in Italia all’Università La Sapienza di Roma, rimasti bloccati in aeroporto nel pieno di una giornata di attacchi.
Un ulteriore dramma denunciato dal prorettore dell’Università romana, Bruno Botta, che si dice molto preoccupato ma confida negli sforzi del governo italiano per una rapida soluzione.
Spiega Botta: «Il gruppo di studenti purtroppo è arrivato a Kabul qualche ora prima dell’attentato all’aeroporto. A questo punto tutto è diventato molto più complicato. Ora attendiamo che qualcosa avvenga».
Botta dice di essere «molto preoccupato per i ragazzi, quasi tutti vengono da Herat e hanno affrontato un lungo viaggio; se fossero costretti a tornare indietro tutto diventerebbe molto problematico per loro e la loro sicurezza».
Botta spiega comunque che l’Italia si sta muovendo. «Il ministero della Difesa ci ha contattato e abbiamo inviato la lista degli studenti per provare a farli rientrare a Roma, mentre dall’Unità di crisi ci è arrivato un bellissimo messaggio, in cui sostanzialmente dicono che non abbandoneranno assolutamente gli universitari della Sapienza al loro dfestino».
Ma le nuove tensioni rischiano di complicare ulteriormente la situazione.
Anche il mondo politico si muove e chiede al governo di mettere la vicenda al centro dell’attenzione.
Dice la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini: «È una notizia disperante, perché i talebani hanno già impedito la formazione di classi miste all’Università, relegando le ragazze nel ghetto previsto per le donne dalla sharia. Ora il governo italiano e la comunità internazionale sono chiamati a compiere ogni sforzo possibile per non esporle alle rappresaglie del regime».
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