«C’è un calo fisiologico ma la professione resta fondamentale»
La fotografia di stagnazione/flessione professionale non sorprende più di tanto l’avvocato Roberto Ricco, presidente della Camera penale di Modena.
Avvocato, perché questi numeri in calo?
«Sono frutti di un processo in atto da tempo, non di una contingenza, anche se sicuramente anche la crisi legata al Covid ha influito. I corsi da 1.200 iscritti che c’erano a Modena negli anni ’90 ormai appartengono alla storia. I motivi di questo cambiamento sono molteplici: da una parte la società si è sempre più orientata sulla valorizzazione della formazione scientifica e tecnica sul lavoro. Dall’altra proprio il boom del passato in Giurisprudenza ha creato saturazione nel mercato».
Quindi si continuerà a calare?
«Finché non si raggiunge la quota fisiologica, ci potranno essere ancora dei cali. Ma non ne farei un dramma, anche perché non è assolutamente detto che ne soffra la professione, se viene premiata la qualità».
Ci vuole una motivazione particolare?
«È una professione in cui bisogna credere molto: si tratta di una scelta di vita, non di un lavoro qualunque. Qualcosa di molto impegnativo su tutti i fronti, ma che sa dare anche grandi soddisfazioni a chi si applica con passione».
In ambito penale in particolare?
«Noi come penalisti viviamo la professione in prima linea, per la difesa di importantissimi diritti, e credo che in questo periodo sia particolarmente importante che l’avvocatura sia compatta nei propri valori e principi, nei punti cardinali di riferimento. È fondamentale mantenere la consapevolezza di ciò che rappresentiamo, in un momento sociale particolarmente complesso. Un mondo con un’avvocatura debole è un mondo in cui i diritti difficilmente vengono garantiti».
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