Il ministro Orlando anima la Festa Pd «Dobbiamo evitare la crisi sociale»
Tradizionale giro tra i volontari scortato da Muzzarelli Affondo su Meloni e Orban: «Frequentazioni imbarazzanti»
Impegnarsi a trovare risorse per garantire la quarantena come malattia, difendere il reddito di cittadinanza come strumento di tutela dalla povertà, evitare la crisi sociale e continuare il confronto, come per il green pass.
Parola del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervistato sul palco della Festa dell'Unità di Modena. Nessun bagno di folla, il tradizionale giro per la Festa per ringraziare anche i volontari, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli quasi sempre al suo fianco.
E Andrea Orlando è partito proprio dall’attualità dell’emergenza Covid: «Sul green pass aziendale evitiamo polemiche. Il green pass è uno strumento per spingere le persone a vaccinarsi. Credo che andrà progressivamente utilizzato in tutti gli ambiti dove è possibile e cerchiamo di farlo sulla base di un confronto nel quale si possa definire anche come gestire al meglio le criticità che oggettivamente possono emergere dalla sua applicazione in contesti diversi. Metto nel conto attacchi e scontri duri ma quello che mi preoccupa è che la crisi sanitaria non diventi sociale, ogni mio sforzo e impegno è finalizzato a questo, preferiscono che mi accusino di essere troppo preoccupato che di sottovalutare l'impatto sulle fasce più deboli».
Un approfondimento lo merita il tema della quarantena: «Purtroppo non c’erano le risorse necessarie, ma credo che ora risorse del Ministero del Lavoro, almeno in parte, possano essere usate per consentire che la quarantena sia considerata malattia e non gravi su imprese e lavoratori. Possiamo affrontare la cosa già nel prossimo consiglio dei ministri».
A chi gli piede del confronto-scontro con Confindustria, Orlando risponde fuori dalle polemiche: «Il mio impegno è quello di evitare che la crisi sanitaria non diventi una crisi sociale, ogni mio sforzo e impegno è finalizzato a questo: preferisco essere accusato di essere troppo preoccupato che di sottovalutare l’impatto sulle fasce più deboli», annunciando che il 2 settembre il governo convocherà le parti sociali sul piano contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che riguarda le politiche attive del lavoro.
Il reddito di cittadinanza «è uno strumento di tutela. Come partito ci dovremmo rimproverare di non aver potenziato il Rei, che forse era uno strumento che poteva funzionare meglio. Uno strumento di contrasto alla povertà serve e servirà. Come deve cambiare? Ci vuole più controllo territoriale, bisogna semplificare i cosiddetti Puc, si deve collegare alla istruzione. Il limite è che non è un potente strumento di politiche attive del lavoro e vanno potenziati i centri per l’impiego».
Il finale è tutto politico, dove non manca l’affondo a Giorgia Meloni che si è incontrata con il leader ungherese Orban: «Sono imbarazzanti frequentazioni».
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