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l’appello 

Il pontefice: «Non si può rimanere indifferenti»

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Roma. Papa Francesco segue la crisi dell’Afghanistan con grande preoccupazione. Dalla finestra dello studio nel palazzo apostolico, il pontefice ricorda le vittime degli attentati kamikaze a Kabul e tende la mano a chi soffre e cerca aiuto e protezione, lanciando un appello a tutti i cristiani per «intensificare la preghiera e praticare il digiuno. Preghiera e penitenza, chiedendo al Signore misericordia e perdono».

Le parole del santo padre sono chiarissime: «In momenti storici come questo, non possiamo rimanere indifferenti». La voce è provata, soprattutto nei passaggi che rievocano le immagini di queste settimane: «Ringrazio chi si sta adoperando per aiutare quella popolazione, in particolare le donne e i bambini».

Per il santo padre c’è solo una strada da percorre: «Chiedo a tutti di continuare ad assistere i bisognosi e pregare perché il dialogo e la solidarietà portino a stabilire una convivenza pacifica e fraterna. E offrano speranza per il futuro del Paese». Durante l’Angelus Francesco non dimentica nemmeno la «popolazione dello Stato venezuelano di Merida, colpita nei giorni scorsi da un’inondazione e frane». Il papa offre la sua vicinanza e prega «per i defunti, i loro familiari e per quanti soffrono a causa di questa calamità».

L’ambiente e i cambiamenti climatici sono uno dei punti cardine dell’azione pastorale del pontefice, che ringraziando il movimento “Laudato sì”, coglie l’occasione per rinnovare una delle sue invocazioni più ricorrenti. Perché «il grido della Terra e dei poveri stanno diventando sempre più gravi e richiedono un’azione decisiva, urgente, per trasformare questa crisi in opportunità».



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