Gazzetta di Modena

Modena

Serramazzoni. Venturelli (fi) 

«Sul deficit Patrimonio il sindaco Bartolacelli faccia il mea culpa»

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Serramazzoni. E’ sempre più scontro sul bilancio a Serra, a causa del debito “extra” da un milione derivato dalla Patrimonio. Domani per le 19.30 è convocato il Consiglio (in sala di Cultura: accesso libero con green pass) per una seduta che si annuncia a forte tensione: la maggioranza sembra intenzionata ad approvare l’assestamento di bilancio 2021-23 nonostante il parere contrario del revisore dei conti.

Intanto dall’opposizione incalza Maria Chiara Venturelli (centrodestra) ricorda il lavoro che aveva fatto sulla Patrimonio dalla giunta Rubbiani: «L’indebitamento della società, è bene che i cittadini lo sappiano, è da attribuirsi esclusivamente alle giunte Ralenti e Fornari-Bartolacelli. La storia amministrativa recente è chiarissima: durante il mio mandato di assessore per Rubbiani avevamo avviato la procedura per la liquidazione della Patrimonio. Volevamo chiuderla salvando però il personale, che doveva essere assorbito dal Comune. L’avevamo svuotata di competenze lasciandovi solo i compiti legati all’ambiente per il Plert ed il controllo elettromagnetico sul territorio. La società è stata tenuta in vita e ripristinata nelle competenze dall’attuale sindaco Bartolacelli».

Venturelli ricorda le operazioni che hanno portato in crisi la Patrimonio: «Scelte sbagliate compiute dalle precedenti amministrazioni, come i parcheggi sotterranei di piazza Zamenhof, mai venduti e oggi allagati. Il gigantesco buco economico per la realizzazione dello stadio Pio Roccaforti con il “famigerato“ palazzetto, oggetto di un processo in odore di mafia. Un progetto rimasto incompiuto che dopo un investimento milionario ora viene declassato a campetto da calcio attiguo al quasi polo scolastico. Nel frattempo, non c’è un solo cimitero sul territorio che non sia in condizioni di degrado e di decadimento.

Ora la giunta Fornari-Bartolacelli vuole vendere la rete gas, un servizio essenziale, per ripianare il deficit. Senza coinvolgere i cittadini. Ma dal revisore dei conti arriva una bocciatura, perché non convinto dell’effettiva copertura economica».

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