Villa Menotti, il prezzo cala e il Comune ci pensa
La nuova base d’asta sarà di 390mila euro. Tosi: «Speriamo nei fondi europei per creare il museo del Risorgimento»
Stefania Piscitello
FIORANO. Villa Menotti torna all’asta. E dopo che la precedente battuta di febbraio era andata deserta, la speranza è che ora qualche mecenate decida di presentarsi per salvare quella che fu la storica dimora del patriota risorgimentale. La volta scorsa si partiva da un prezzo di vendita di 620mila euro, offerta minima 465mila euro. Il prossimo tentativo è fissato al 2 novembre con possibilità di presentare le offerte entro il 29 ottobre. E ora c’è una novità che potrebbe forse riaprire qualche possibilità, perché il prezzo, data l’inedificabilità dei terreni intorno alla villa, si è notevolmente abbassato. Si parla di un prezzo base di 390mila euro, con offerta minima di 292mila e 500 euro per acquistare quella che è un pezzo di storia del nostro territorio, esistente già dal 1642. Come detto, l’edificio fu dimora di Ciro Menotti ed apparteneva alla famiglia Cantelli: nel XVIII secolo passò nelle mani della famiglia Botti e successivamente ai Moreali (infatti è anche conosciuta come Villa Moreali).
Il destino della villa è da anni un tema caldo a Fiorano; da tempo oramai si trova in uno stato di abbandono con muri che quasi cadono a pezzi. Insomma, oltre ai numerosi vincoli a cui dovrà andare incontro un eventuale acquirente, da tenere in considerazione sono sicuramente i costi parecchio elevati per la sistemazione necessaria. Questo aspetto fa temere: difficile trovare un privato tanto “coraggioso” da farsi carico di tale necessità.
«Secondo me – commenta il sindaco di Fiorano Francesco Tosi – è improbabile che un privato possa farsi avanti per farne un investimento, dati i vincoli che sono presenti». Il Comune vorrebbe acquisire la villa: già nei mesi scorsi il primo cittadino aveva preannunciato l’intenzione di cercare altre strade per tentare di salvare la storica dimora con fondi europei e Tosi aveva avuto anche degli incontri col presidente del Comitato di Modena dell’Istituto di Storia del Risorgimento Giorgio Montecchi. Quell’idea è ancora viva: «Abbiamo presentato la candidatura a livello europeo – spiega Tosi – e attualmente siamo in attesa di risposte. L’idea sarebbe sempre quella di creare una sorta di Museo del Risorgimento. Si tratterebbe della destinazione che riteniamo ottimale, stiamo lavorando proprio su quello ma i tempi sono lunghi». Intanto l’appuntamento per la prossima battuta d’asta è dunque il 2 novembre, ore 15.30.
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