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Addio alla maestra Brandoli una colonna delle elementari

Addio alla maestra Brandoli una colonna delle elementari

Nonantola, molti ex alunni si sono presentati al suo funerale La quinta A del 1976 è arrivata quasi al completo con un mazzo di fiori 

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NONANTOLA. Dopo mezzo secolo quasi tutta la quinta delle scuole elementari è venuta a portare il suo omaggio alla maestra Bianca Barbieri.

Il loro mazzo di fiori campeggiava dietro la bara di quell’insegnante che per quasi vent’anni è stata un punto di riferimento per l’istruzione elementare, nelle basi dell’apprendimento per generazioni di nonantolani.

«Li abbiamo visti commossi quando sono venuti a portare l’ultimo saluto alla mamma a “Terra Cielo” - raccontano i figli, Andrea e Anna Maria Brandoli - Molti dei suoi ex alunni sono venuti ai funerali in chiesa in San Pio X e ci hanno riempiti di ricordi, di aneddoti, ringraziando la mamma per quanto ha fatto per loro».

Una storia d’altri tempi , quella della maestra Brandoli, come la chiamavano i bambini usando il cognome del marito come usava nel dopoguerra. Lei, classe 1935, cominciò come supplente in una piccola scuola rurale di Ponte Pietra, una frazione di Mirandola, nel 1954. Con il suo carisma insegnò a tenere la matita in mano ai figli dei braccianti, più abituati alle fionde e alle corse tra campi e canali che a stare chiusi per ore nelle aule.

Negli anni successivi, come maestra di ruolo, fu in servizio a Mirandola e poi a Carpi, prima di arrivare nel 1970 a Nonantola. Lei, che non guidava la macchina, utilizzava nei primi anni le corriere, poi si era abituata a fare la pendolare con le colleghe che venivano in auto. Nel paese dell’Abbazia la corrispondenza d’intenti tra il suo insegnamento e il seguito che aveva tra gli alunni fu determinante. Nonostante il tragitto da Modena, dove abitava con la famiglia, e Nonantola, lei rimase a insegnare nel paese piuttosto che trovare posto in una scuola a poca distanza da casa. Rimase tra le mura della scuola elementare sino all’87 per terminare poi l’ultimo triennio a Modena nelle scuole di Saliceto Panaro.

Ma il suo cuore rimase sempre in quelle aule delle elementari con le grandi finestre, all’entrata del paese.

Anche quando andò in pensione non rimase a lungo senza i suoi piccoli e cominciò a insegnare catechismo nella sua parrocchia.

A casa ha conservato gelosamente i biglietti e le lettere che alunni, ex alunni e famiglie le hanno inviato nei decenni. Senza dimenticare gli inviti per le comunioni e i matrimoni di bambini e bambine che aveva conosciuto con il grembiule. Per i loro genitori la “maestra Brandoli” era diventata di famiglia.



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