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Biometano dai rifiuti Ecco il nuovo “digestore”

Serena Arbizzi
Biometano dai rifiuti Ecco il nuovo “digestore”

L’impianto ha un costo di 20 milioni: è il secondo collocato nel sito di Fossoli  De Battisti, Aimag: «Il biogas verrà immesso in rete e arriverà nelle case»

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Serena Arbizzi

Un nuovo impianto per produrre energie rinnovabili dai rifiuti.

Verrà realizzato a Fossoli da Aimag e, precisamente, si tratta di un impianto di “digestione anaerobica del rifiuto organico da raccolta differenziata finalizzato alla produzione di biometano”.

Il progetto è già il secondo nel sito di Fossoli: il primo digestore anaerobico è stato attivato nel 2016 ed è utilizzato per produrre energia elettrica in loco. Dal 2018, poi, ne è stato attivato uno anche a Finale.

Il costo dell’opera si aggira sui 20 milioni.

«Il progetto è stato presentato alla fine dello scorso anno – spiega Davide De Battisti, direttore operations di Aimag – L’iter autorizzativo è ancora in corso, vista la complessità di progetti come questo».

Anche Arpae, oltre all’amministrazione, esprimerà valutazioni per le materie di sua competenza per quanto riguarda alcune caratteristiche dell’impianto.

«Ad Aimag sono state richieste integrazioni – prosegue De Battisti – che hanno riguardato il tratto di condotta gas che dovrà essere realizzato per immettere il biometano nella rete di distribuzione locale».

È stato variato, in particolare, per un piccolo tratto il percorso della condotta all’altezza di via Remesina, a un chilometro di distanza dall’impianto.

Entrando nel dettaglio, si tratta di un digestore anaerobico, «che produrrà biometano, fonte energetica rinnovabile – continua il direttore operations – Questo biometano sarà immesso nella nostra rete di distribuzione del gas cittadino. Per immetterlo abbiamo la necessità di fare un tratto di tubazione per condurlo nel punto dove abbiamo la rete principale».

Dalla digestione anaerobica, tramite un processo di purificazione del biogas prodotto, si ottiene la stessa molecola che si trova all’interno delle tubazioni e della rete di distribuzione del gas: «Possiamo quindi fare miscela e immetterla in rete – rimarca De Battisti – Una volta ottenuto il biogas non c’è la trasformazione in energia elettrica, ma il biogas purificato viene immesso nella rete e arriva direttamente a casa delle persone, come succede già a Finale. Il progetto replica, infatti, la stessa tecnologia e impiantistica che abbiamo a Finale».

Le quantità prodotte saranno importanti, ma non permetteranno di soddisfare tutto il fabbisogno della città. «In alcuni periodi dell’anno registreremo produzioni che potranno soddisfare esigenze di migliaia di famiglie – continua il direttore operations – E questo sistema permetterà di non utilizzare il gas da fonte fossile».

In bolletta, promette Aimag, non ci saranno ripercussioni di alcun tipo. «L’utente finale che utilizzerà il gas avrà sempre la stessa quantità misurata e non ci sarà impatto. Stessa cosa per chi produce i rifiuti – conclude De Battisti – Questo progetto implica un valore ambientale importante legato alla sostenibilità. Questo è il grosso valore aggiunto che portiamo sul nostro territorio».

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