«Quarantena non retribuita, il governo ripristini il fondo»
Il sindacato modenese sul mancato stanziamento per coprire i giorni di isolamento «Il peso di un’assenza obbligata scaricato sui lavoratori»
Il governo ripristini i fondi per pagare la malattia dei lavoratori che hanno il Covid. A chiederlo è la Cgil di Modena: «Il messaggio Inps del 6 agosto 2021 - spiegano dal sindacato - fornisce indicazioni operative su come trattare i periodi di assenza dal lavoro causa quarantena da Covid. A fronte del mancato stanziamento delle risorse da parte del governo per coprire la quarantena, l’istituto non dà tutela previdenziale da gennaio 2021 (ovvero non paga la propria quota a copertura dei periodi di assenza dal lavoro, pur non mettendo in discussione l’equiparazione tra quarantena e malattia). «Questa scelta è sbagliata, perché rischia di scaricare sui lavoratori, qualora non sia possibile il lavoro a distanza, il peso economico di un’assenza dal lavoro obbligatoria per legge- aggiungono Cesare Pizzolla e Marco Balili della segreteria Cgil - questa situazione rischia infatti di indurre molti che hanno avuti contatti con positivi a riflettere sulla eventuale comunicazione da rendere, per non essere collocati in quarantena e quindi rischiare di perdere la retribuzione delle giornate. Il governo - continuano i sindacalisti Cgil - deve velocemente porre rimedio a questa situazione e dare continuità agli stanziamenti per la copertura della quarantena, così come avvenuto nel 2020».
Il sindacato fa quindi notare che «in tal senso è importante la dichiarazione del ministro Orlando di qualche giorno fa che si impegna a trovare le risorse per coprire la quarantena per far sì che l’Inps possa pagare quanto di sua spettanza. Dalle parole bisogna passare velocemente ai fatti per dare certezza e sicurezza ai lavoratori, che non possono andare al lavoro, di ricevere il loro giusto compenso senza dover procedere a vertenze o azioni legali».
In attesa che ciò avvenga, la Cgil non accetterà le posizioni di alcune associazioni d’impresa - Confindustria in testa - «che danno indicazioni alle proprie aziende associate di trattare le assenze per quarantena con permessi non retribuiti facendo pagare il costo dell’assenza al lavoratore. Le imprese devono sapere - spiegano ancora Pizzolla e Balili - che anche in assenza della quota a carico Inps, è l’azienda che deve garantire la retribuzione corretta e completa ai lavoratori così come prevedono alcuni contratti nazionali di lavoro, ma anche il principio generale che al lavoratore a cui non viene permesso di lavorare deve comunque essere garantita la retribuzione spettante». Se le imprese scaricheranno i costi sui lavoratori, la Cgil «metterà in campo tutte le iniziative sia a carattere sindacale sia a carattere legale per tutelare i lavoratori. E’ paradossale - chiudono i due rappresentanti della segreteria - vedere Confindustria “accanirsi” per togliere diritti ai lavoratori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google