Raddoppiate le aziende con una vetrina on line
Dopo l’effetto Covid sono salite al 15,7%, stessa quota per chi fa consegne dirette E il 12% delle pmi è presente sui canali e-commerce. Abbigliamento: cala l’export
Giovanni Medici
L’Ufficio Studi di Lapam Confartigianato ha elaborato una ricerca su vari indicatori, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi. Nel primo trimestre del 2021 l’export modenese di prodotti manifatturieri secondo questa indagine ha recuperato terreno rispetto alla fase pre-pandemica: il segno più si è attestato infatti sul 2% rispetto al primo trimestre 2019, leggermente al di sotto della media regionale in ripresa del +2,7% rispetto allo stesso periodo pre pandemia, ma con un recupero più marcato in confronto al dato nazionale che si è fermato al +0,7%. Restando in regione tra i settori produttivi emiliano-romagnoli che esportano di più oltre confine ne rimangono oggi al di sotto dei livelli pre Covid-19 solamente quattro: articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia), -11,1%; articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili -9%; prodotti della metallurgia (-4,8%) e macchinari e apparecchiature (-3,6%). Se ci si focalizza poi sui prodotti modenesi e della nostra regione realizzati nei settori dove c’è la maggior concentrazione di micro e piccole imprese (moda, legno-arredo, metalli, alimentari e altra manifattura), il valore delle esportazioni a livello provinciale fa un balzo in avanti del 3.9% rispetto al primo trimestre 2019, mentre a livello regionale la crescita è più contenuta (+0,3%) a fronte di un -2,8% a livello nazionale. Tale risultato è la conseguenza della contrazione nelle vendite estere nella moda (-10,4%), compensata però dai risultati in crescita per legno-arredo (+19,2%), prodotti alimentari (+11,5%), metalli (+2,4%). Lapam nella sua indagine ha rivolto l’attenzione anche al fenomeno del commercio elettronico: l’accelerazione causata dalla pandemia ha fatto sì che siano oggi raddoppiate le imprese dell’Emilia-Romagna che vendono online tramite il proprio sito web, passate infatti dall’8,4% all’attuale 15,7%: le imprese che fanno e-commerce mediante e-mail, moduli online e social network salgono invece dal 14,9% del periodo pre-Covid all’attuale 27,3%. La quota di aziende che gestiscono vendite online con consegne in proprio è passata dal 6,2% pre-emergenza al 15,7%. Da una recente rilevazione Lapam sul territorio si osserva inoltre come il 12% delle imprese piccole e medie o artigiane siano presenti sui canali di e-commerce. L’indagine dell’associazione di categoria segnala infine che analizzando la fatturazione elettronica l’imponibile IVA del 2020 è sceso dell’11,8% rispetto al 2019. Nei primi quattro mesi del 2021 però il fatturato del tessuto produttivo rispetto allo stesso periodo dell’anno passato in Emilia-Romagna è salito del 21,1%. Il presidente di Lapam-Confartigianato Modena-Reggio Emilia Gilberto Luppi commenta così i dati: «Il trend è positivo ma ci sono settori che soffrono più di altri. Di certo questa ricerca rileva una ripresa che sta montando ma i dati positivi non possono farci stare tranquilli, visto che finora si tratta sostanzialmente di un rimbalzo. Occorre lavorare in modo sinergico per far sì che questi numeri si consolidino e la ripresa sia duratura».
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