«L’oratorio ritorni ad aprire Già raccolte oltre mille firme»
Il banchetto in viale Mazzini ha ottenuto un boom di consensi in un solo giorno «Sottoscrizioni ancora possibili. Siamo pronti a prenderci la gestione del bar»
Mattia Vernelli
Vignola. «Chiediamo che l’oratorio ritorni quello di una volta: uno spazio con funzione ricreativa e formativa per i ragazzi. Sono anni che non si vede niente di tutto questo». Barbara De Cicco è una delle tante firmatarie del progetto di rilancio dell’oratorio di Vignola. La incontriamo al banchetto organizzato per la causa ieri in viale Mazzini. E in una sola giornata, fanno sapere i promotori, le firme raccolte hanno toccato quota 1.200 firme. Sottoscrivere il progetto è comunque ancora possibile.
«Sono della generazione cresciuta negli spazi e con le attività dell’oratorio. È una tristezza – continua Barbara – vedere oggi quei cancelli chiusi».
«È diventato un semplice circolo sportivo, i campi da tennis sono le uniche cose che continuano a funzionare, tanto che stanno costruendo un campo da padel. Ma le cause di questo declino – spiega Marco Serra, un organizzatore – non sono solo da rintracciare nella pandemia: erano anni che il centro aveva già perso tutto il suo spirito formativo e religioso. La chiusura del bar è stata giustificata con motivi di natura economica, ma non ci hanno mai mostrati dati. L’incontro con il parroco sembrava positivo, ma di fatto non ha fatto nulla di concreto. A giugno abbiamo incontrato degli esponenti della parrocchia, e ci hanno riferito che non hanno intenzione di riaprire. Le proposte sono arrivate da noi: il nostro comitato è pronto a prendere in gestione il bar. Anche il parco deve rinascere: ci hanno detto dei giochi non a norma, ma non è chiudere il modo per risolvere il problema».
Il gruppo che ha organizzato la raccolta firme è piuttosto eterogeneo: dai genitori dei ragazzi a fedeli, ma anche cittadini affezionati al centro e alle sue attività. «Ci hanno colpito molto anche le testimonianze variegate di chi ha voluto porre la propria firma oggi – dice Roberto Boschi, un altro organizzatore – Persone anziane che frequentavano il posto, allenatori sportivi che vengono ai campi da tennis, ragazzi che si divertivano al bar, nonni che non possono più portare i nipotini al pomeriggio. Ci ha fatto capire che la nostra iniziativa sta toccando tante persone, di ogni estrazione sociale». Una di queste è Alessandro Vandini, un firmatario. «Era un punto di aggregazione di buona qualità. Negli spazi dell’oratorio si parlava, si stringevano legami sociali importanti».
«Era un centro pieno di vita – dice Federica Marchioni – l’ho frequentato negli ultimi 50 anni. È un punto di ritrovo da recuperare». Anche Cecilia Marzi è una firmataria: «Io avevo la tessera. Era un luogo anche d’integrazione per i ragazzi extracomunitari. Prima uno di questi ha portato la sua testimonianza, raccontando quanto gli siano serviti progetti come il “Momo”, un’attività di post scuola, per il suo percorso sociale e integrativo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
