Ritorno in classe, quarantena breve per chi è vaccinato
La giunta regionale ha illustrato le indicazioni operative: fondamentale sarà l’individuazione dei “contatti stretti”
Dai “contatti stretti” alla quarantena più breve per chi è vaccinato, dai tamponi alla riammissione in classe. Alla vigilia della ripartenza della scuola e dei servizi per l’infanzia, la giunta regionale ha illustrato in commissione le nuove indicazioni operative anti-Covid.
Massima attenzione, dunque, alle misure di contenimento del contagio e di gestione di casi in ambito scolastico, con la mascherina obbligatoria in classe anche in presenza di un metro di distanza interpersonale. Per quanto riguarda l’attività di contact tracing (tracciamento), nel caso in cui ci sia un positivo il Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl competente contatta il responsabile della struttura e referente Covid ed effettua l’indagine epidemiologica, verificando l’attuazione delle misure di prevenzione. La quarantena, per i contatti stretti, è di 7 giorni dall’ultimo contatto con il caso se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, e si conclude con test molecolare o antigenico. Per i non vaccinati, o per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale da meno di 14 giorni, la durata della quarantena rimane di 10 giorni. Se il contatto stretto rifiuta il tampone, la quarantena è prolungata fino al 14esimo giorno dall’ultimo contatto con il caso, e la riammissione alla frequenza avverrà anche in assenza di molecolare o antigenico. Per quanto riguarda lariammissione a scuola, il caso confermato di Covid-19 rientracon l’attestazione del Dipartimento di Sanità pubblica rilasciato dopo l’esito negativo del tampone molecolare eseguito al decimo giorno dalla comparsa della positività o dei sintomi, che devono essere assenti da almeno 3 giorni. Se il test dovesse risultare ancora positivo, va ripetuto dopo 7 giorni. I casi ancora positivi, in assenza di sintomi da almeno 7 giorni, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni.
Ma l’impianto delle nuove regole si basa sul concetto di “contatti stretti”: in sostanza, in caso di positività di un alunno delle scuole elementari, medie o superiori, l’Ausl di competenza individua i contatti stretti, tra alunni e personale scolastico, che hanno vissuto una presenza prolungata e un’interazione significativa con il positivo nelle 48 ore precedenti l’esordio dei sintomi o l’effettuazione del tampone del caso confermato. Per tutti i contatti stretti individuati viene emesso un provvedimento di quarantena. Gli alunni della classe che risulteranno invece contatti a basso rischio sospenderanno la frequenza e verranno sottoposti a tampone molecolare o antigenico: saranno riammessi a scuola con esito negativo del tampone e obbligo dell’uso della mascherina al banco per 10 giorni dall’ultimo contatto con il caso. I docenti, se hanno rispettato le misure di prevenzione, non sono individuati come contatti stretti, ma devono comunque effettuare il test molecolare.
Regole che valgono anche per asili e materne: anche qui l’Ausl individuerà come contatti stretti tutti i bambini e il personale scolastico che hanno vissuto una presenza prolungata e in interazione nelle 48 ore precedenti l’esordio dei sintomi: per tutti loro viene emesso provvedimento di quarantena. Sulla base degli esiti dello screening, il Dipartimento valuta se estenderlo ad altre classi e sezioni e, se ritenuto necessario, chiudere la scuola. Può inoltre proporre indagini a campione utilizzando test antigenici o molecolari.
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