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mirandola. slitta a marzo il dibattito 

Truffa alla Fondazione: il processo resta a Modena

D.M.
Truffa alla Fondazione: il processo resta a Modena

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MIRANDOLA. Resta a Modena il processo sui milioni di euro scomparsi dalla disponibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, che vede tra gli imputati anche l’ex presidente dell’ente della città dei Pico, il dottor Giovanni Belluzzi, accusato di aver distratto quei soldi.

Ieri pomeriggio il tribunale in composizione collegiale (presidente Pasquale Liccardo con i giudici Danilo De Padua e Carolina Clò) ha respinto le istanze delle difese (le altre, non quella di Belluzzi) che miravano a togliere a Modena la territorialità del processo. Posizioni concentrate in particolare sulla competenza in cui si sarebbero svolte le presunte azioni di riciclaggio, considerato il reato più grave e tale quindi da caratterizzare il tribunale che deve occuparsene. In particolare, nel caso di reati con bonifici all’estero si invocava la competenza del tribunale di Roma. Ma se si guardava al primo bonifico, avvenuto in un banca di Castiglione della Pescaia, si chiedeva di far prevalere la giurisdizione di Grosseto.

Osservazioni tutte respinte: accolto solo lo spostamento a Genova per un capo d’imputazione legato ad atti già trasmessi lì. Non riguardava comunque Belluzzi, la cui difesa (rappresentata dagli avvocati Caldarera e Criscuoli) ha giudicato ieri ininfluente la decisione. Il cambiamento importante è invece sul calendario: le udienze sono state tutte riprogrammate, e il dibattito che doveva iniziare a novembre partirà solo a marzo 2022. Altri sei mesi d’attesa, dunque.



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