Affitti, contratti da rinegoziare In arrivo fondi dell’Unione
Ok di Sassuolo e di tutti i Comuni del Distretto. Le domande entro il 2 novembre Coinvolti nell’iniziativa non solo gli inquilini ma anche i proprietari degli immobili
Stefania Piscitello
Conciliare gli interessi di tutte le parti, inquilini e proprietari, attraverso un avviso pubblico dell’Unione dei Comuni del distretto per favorire la rinegoziazione degli affitti. L’intento è quello di diminuire il rischio di morosità e di eventuali sfratti: un’eventualità purtroppo divenuta più frequente dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria. Ed è infatti proprio pensando anche chi da un anno e mezzo a questa parte si è trovato a fronteggiare problemi economici che è stato pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande, approvato nei giorni scorsi da sindaci e rappresentati dei Comuni di Fiorano, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palagano, Prignano e Sassuolo: il tempo scade il 2 novembre. In sostanza la Regione ha messo a disposizione dei fondi che verranno destinati a proprietari e inquilini che intendano rinegoziare contratti di affitto già in atto oppure stipularne di nuovi a canone concordato. Una possibilità per fornire un po’ di sostegno ai nuclei familiari che hanno visto diminuire il proprio reddito. Oltre ai proprietari, potranno presentare domanda infatti i nuclei familiari con Isee non superiore a 35mila euro residenti nell’alloggio di cui si vuole rinegoziare il canone e che abbiano un contratto registrato da almeno un anno. Dopo che la Regione avrà trasferito i fondi all’Unione, i contributi andranno direttamente nel conto corrente dei proprietari. Naturalmente sono state fissate alcune regole – oltre al valore Isee – per fare scattare il contributo. Aspetto fondamentale è che la riduzione del canone sia almeno del 20 per cento e venga applicata minimo per sei mesi: questo per fare sì che l’azione possa concretamente e realmente portare effetti positivi nelle tasche delle famiglie in difficoltà. Il canone rinegoziato non può superare comunque gli 800 euro. A seconda della durata della riduzione verranno assegnati diversi contributi pari al 70, 80 e fino al 90 per cento del mancato introito, con somme comunque non superiori rispettivamente ai 1500, 2500 e 3mila euro. Nei casi in qui si passi da contratto libero a concordato, il contributo è pari all'80 per cento del mancato introito, calcolato sui primi ventiquattro mesi del nuovo contratto, con contributo massimo non oltre 4mila euro; e il canone mensile del nuovo contratto non deve superare i 700 euro. «La riduzione del canone – recita il testo dell’avviso pubblico - è calcolata tra il canone annuo del contratto originario e il nuovo canone annuo percepito, come definito dagli accordi territoriali, al netto delle spese condominiali ed accessorie».
Inquilini e proprietari per presentare la domanda dovranno rivolgersi alle rispettive organizzazioni di rappresentanza che hanno sottoscritto un protocollo con l’amministrazione manifestando la propria disponibilità a collaborare: Ape, Asppi, Uppi. Confappi, Sunia, Sicet (che ha sede a Modena, Sassuolo, Formigine e Maranello), Uniat e Assocasa.
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