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Nuovo piano di rientro debiti appeso al verdetto del revisore

Daniele Montanari
Nuovo piano di rientro debiti appeso al verdetto del revisore

Il passivo di 1,3 milioni della Patrimonio coperto ora togliendo soldi dal bilancio Sparita la convocazione del Consiglio sabato. Caselli: «Io non ho creato passivo»

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Daniele Montanari

Serramazzoni. È corsa contro il tempo a Serra per salvare il Comune dal commissariamento. In vista del Consiglio di sabato, data indicata dal sindaco Claudio Bartolacelli al prefetto per l’approvazione dell’assestamento di bilancio, la giunta a sorpresa nella seduta di mercoledì scorso (con la seconda sorpresa di un nuovo segretario a verbalizzare) ha presentato un nuovo piano per la copertura dei 900mila euro di debito della Patrimonio e di 457mila euro di fideiussioni: 1,3 milioni in tutto. Di fronte al no del revisore dei conti a un ripianamento basato sull’ipotesi di vendita delle reti gas, è stata presentata un’alternativa fatta di una complessa revisione finanziaria che in sostanza va a risanare la Patrimonio togliendo soldi da altre voci di bilancio 21-23. Critica l’opposizione (5 Stelle e centrodestra) che ha abbandonato l’aula.

Ma ci sarà poi il Consiglio sabato? La convocazione è diventata un giallo: ieri mattina era comparso l’avviso sul sito del Comune, ma poi l’allegato non è stato caricato. E la convocazione a ieri sera non era ancora arrivata ai consiglieri. Che il revisore abbia detto no anche al nuovo piano? Il sospetto serpeggia. Intanto, l’amministratore unico della Patrimonio Fabio Caselli ci tiene a chiarire che non è stato lui a fare il debito extra, facendo il quadro dettagliato: «Quando il 18 settembre 2018 ho assunto la guida della Patrimonio, la situazione era molto critica – sottolinea – lo stesso giorno la Bper di Sant’Antonio ci ha chiamato perché era sconfinata una fattura mai pagata da 70mila euro. Al Bpm risultavano due rate di mutui non pagati. All’Agenzia delle Entrate 180mia euro di debiti con l’erario, senza contare quelli verso fornitori creati negli ultimi cinque anni. Oggi la situazione è migliorata: abbiamo pagato tutte le rate al Bpm e alla Bper, stiamo regolarmente pagando quelle all’Agenzia delle Entrate. Abbiamo estinto tutti i debiti verso i fornitori, come quelli per l’ampliamento del cimitero di Riccò del 2016: ingegnere, geologo e ditta di costruzioni non erano mai stati pagati. Abbiamo ereditato complessivamente un debito di 3 milioni, portandolo in tre anni a 1,7 milioni. Questa amministrazione è stata l’unica a non creare debiti, ma a pagarli soltanto».

Quindi lo specifico dei mutui: «Alla Bper nel 2009 fu aperto un mutuo da 500mila euro: oggi ne restano da pagare 295mila, con fideiussione del Comune. Un altro mutuo da 800mila fu sottoscritto nel 2010, oggi estinto. Un altro da 400mila fu fatto alla Bper nel 2011: ad oggi restano 34.320 euro da pagare. Alla Bper ce n’è un altro ancora da 500mila: ad oggi restano da corrispondere 179mila euro. Il problema più serio oggi è il mutuo fatto per le reti nel 2009 con Unicredit: 1.765.000 euro, di cui restano da pagare 1.039.000 euro». Su questo la banca ha dato tempo fino a metà settembre per presentare un piano di rientro asseverato. Altrimenti il Comune può essere chiamato a rispondere per importi maggiori, ancor più difficili da coprire.

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