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le incursioni in ospedale  

«Blitz al Policlinico, minacce inaccettabili Pronti a denunciare»

L.G.
«Blitz al Policlinico, minacce inaccettabili Pronti a denunciare»

Il dg dopo i tentativi di ingresso della settimana scorsa «Manifestare il dissenso è una cosa, aggredire un’altra»

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Per ora non ci sono stati blitz come avvenuto al Policlinico, ma l’attenzione resta molto alta anche per le strutture gestite dall’Ausl di Modena. Al centro ci sono le incursioni dei no-vax negli ospedali, e in particolare i messaggi violenti diffusi nei giorni scorsi attraverso la rete Telegram. A commentare la situazione dopo il doppio blitz avvenuto la settimana scorsa davanti al Policlinico è il direttore generale Ausl Antonio Brambilla: «Finora noi non abbiamo avuto episodi come quelli al Policlinico - queste le sue parole - ma nel caso siamo pronti a partire con le vie legali senza alcun problema, per tutelare l’azienda e i suoi operatori».

Il dg fa quindi notare che «è chiaro che la libertà di manifestare il dissenso va garantita, ma le aggressioni, gli insulti e le minacce sono un’altra cosa. Quelle avvenute davanti al Policlinico sono manifestazioni incomprensibili, a maggior ragione quando i dati dei contagi e dei morti sono crollati nei vaccinati».

Brambilla si dice però certo che «questi personaggi siano una minoranza nel mondo che non si vaccina: del resto, tutti noi conosciamo persone che hanno dubbi e poi magari si vaccinano, alla fine. Il vaccino - rimarca il direttore generale - è sicuro ed è stato sottoposto a miliardi di persone, peccato che a livello nazionale la comunicazione in questi mesi non sia stata sempre efficace: la vicenda AstraZeneca ha contribuito a instillare qualche dubbio nella popolazione, rinforzando di fatto i no vax».

In ogni caso, tira dritto Brambilla, «il nostro impegno è tutelare la comunità: i dati che abbiamo sono incontrovertibili, il vaccino a mrna ha registrato tempi record ed è molto innovativo». E ancora: «Ricordo che rispetto a un anno fa, quando il distanziamento era molto più restrittivo, oggi abbiamo ripreso a vivere. Non si torna indietro, e il vaccino è l’unico strumento». Affrontando il tema delle cure e degli anticorpi monoclonali, il dg fa quindi notare che «sono in fase iniziale e funzionano in alcuni soggetti, ma qui abbiamo un problema sociale: riprendere tutte le attività». Il direttore generale fa quindi l’esempio dei pazienti cronici: «I controlli che li riguardano sono stati ridotti in tutta questa fase, e quindi nei prossimi anni ci attendiamo con ogni probabilità un peggioramento generalizzato sulle malattie croniche. Stiamo cominciando già a vederlo, anzi. Anche per questo dobbiamo vaccinarci».

L.G.

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